Manovra, tagli alle agevolazioni fiscali. Una stangata per le famiglie

Tagli lineari del 5 e poi del 20% su ben 483 sgravi fiscali, dai figli a carico alle spese mediche. Un carico di quasi mille euro in più a famiglia

C’è un modo efficace e immediato di fare cassa: abolire gli sconti. Detta un po’ meglio: applicare tagli lineari alle agevolazioni fiscali. A 483 agevolazioni per l’esattezza. Sono tanti gli sgravi fiscali sui quali si abbatte la manovra economica e tutti insieme valgono più di 160 miliardi di euro: il governo prevede un taglio “lineare” (cioè stessa percentuale per tutti) del 5% nel 2013, con un recupero di 8 miliardi, e del 15% nel 2014, incassando altri 32 miliardi.

Ma cosa significa tutto questo per i contribuenti italiani? Oltre 1.000 euro di tasse in più in due anni. E’ quanto potrebbe costare a una famiglia media il taglio delle deduzioni e delle detrazioni. Le più colpite sarebbero proprio le persone fisiche che attualmente godono dei maggiori benefici fiscali. Si pensi alle detrazioni per figli a carico, delle spese per l’istruzione e per gli asili nido, delle spese mediche, degli interessi sui mutui per la prima casa, e per le ristrutturazioni edilizie. Ma i tagli colpiranno anche gli sgravi per il non profit, sull’Iva e le accise e i crediti d’imposta.

              Detrazione vs. deduzione

Sono le due principali categorie di sgravi fiscali ma non vanno confuse tra loro:
• sono deducibili gli importi che vengono “scontati” dal reddito, cioè riducono la base imponibile su cui poi calcolare le imposte (es. i contributi previdenziali o alcune donazioni);
• sono detraibili gli importi che riducono l’imposta, cioè vengono scalati da questa (es. le spese sanitarie o gli interessi sul mutuo per la prima casa).

Alcuni esempi di “stangata”

In attesa che venga definito con precisione in che modo si applicheranno concretamente, si possono fare alcuni esempi “brutali” di come questi tagli ricadranno sulle famiglie nel 2014 (riduzione del 20%):

  detrazione per lavoro dipendente: oggi ammonta in media a 1.330 euro per contribuente e scenderebbe a 1.064 euro l’anno;

  detrazione per figli e coniuge a carico: per le famiglie che ne usufruiscono ammonta ora in media a 829 euro e passerebbe a 665 euro;

  deduzione della rendita catastale della prima casa: oggi una famiglia risparmia in media 126 euro, diventerebbero 100 nel 2014;

  detrazione degli interessi del mutuo: passerebbe dagli attuali 328 euro annui a 264 euro.

  detrazione delle spese mediche: attualmente viene detratto il 19% dei costi per visite, ticket e farmaci. Un taglio del 20% porterebbe la detrazione al 15,2%. Quindi su una spesa di 1.000 euro oggi si risparmia:
1.000 – 129,11 di franchigia fissa = 870,89 x 19% = 145,47 euro,
 e dal 2014 si risparmierà (se le altre condizioni restano invariate):
1.000 – 129,11 di franchigia fissa = 870,89 x 15,2% = 132,37 euro.

  sgravio sulle ristrutturazioni edilizie: analogamente l’attuale recupero del 36% della spesa diverrebbe del 28,8%. Quindi su 10mila euro di costi di ristrutturazione, oggi se ne recuperano 3.600, tra tre anni solo 2.880.

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