Manovra, carcere per chi evade e redditi online

In arrivo le modifiche al provvedimento anti crisi: scompare, come annunciato, il contributo per i redditi oltre il 90%, sostituito da norme anti evasione. Robin Hood Tax destinata ai comuni

Carcere immediato per le evasioni superiori ai tre milioni, controlli rafforzati e più trasparenza per i contribuenti, meno tagli agli enti locali. Il governo ridisegna la manovra bis all’esame della commissione Bilancio del Senato con “solo due differenze” rispetto al decreto varato dal Consiglio dei ministri il 13 agosto: niente sospensione del carcere per chi evade una cifra superiore ai tre milioni di euro e cancellazione del contributo di solidarietà per i privati.
A sostituire quest’ultimo una lotta all’evasione fiscale più incisiva, con maggiori poteri ai Comuni che riceveranno i dati dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate per la riscossione delle imposte evase e godranno totalmente dei tributi riscossi.

Novità anche per il rapporto tra i contribuenti e il fisco: arriva l’obbligo di indicare la banca con cui si intrattiene un rapporto nella dichiarazione dei redditi, nonché la possibilità di essere inseriti in una lista di controllo qualora l’istituto di credito avverta l’agenzia delle Entrate del rischio irregolarità.
In termini di trasparenza e come deterrente contro l’evasione, arriveranno i redditi dei cittadini sui siti online dei Comuni.

L’altra area di intervento riguarda la Robin tax (quella che graverà sulle aziende che producono energia) che graverà totalmente sui tagli ai Ministeri e non su quelli agli enti locali, prima interessati al 50% dalla misura. Tra le altre modifiche inserite negli emendamenti del relatore di maggioranza, Antonio Azzollini (Pdl), l’aumento del 10,5% dell’Ires per le società di comodo e l’aumento dal 30% al 40% della tassazione sugli utili netti annuali delle cooperative.

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