Lotta all’evasione, le pastoie salva-furbi. Si recupera solo l’11% degli importi scovati

La manovra vuole puntare sulla lotta all'evasione fiscale ma la realtà è ben diversa. Tra ricorsi e patteggiamenti il fisco ha incassato in 4 anni solo 8 miliardi sui 75 dovuti. Gli incroci delle banche dati restano ancora un miraggio. E gli evasori ringraziano

Parafrasando un vecchio proverbio si potrebbe dire: la via per il fisco è lastricata di buone intenzioni. Non c’è provvedimento economico che non indichi come priorità la lotta all’evasione. E rispunta anche l’idea di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi. Ma la realtà purtroppo è diversa. La lotta all’evasione stenta a decollare a causa di difficoltà di vario genere: burocratiche, organizzative, informatiche. I dati esistono – quella dell’Inps, per esempio, è la più grande banca dati anagrafica europea – ma gli incroci con altre fonti per scovare i furbi sono ancora un miraggio.

L’evasore la fa franca
(soprattutto quello grosso)

Quasi in coincidenza giungono due notizie poco confortanti sul versante del contrasto dell’evasione. La prima viene della Corte dei Conti che ha pubblicato una ricerca sul recupero dei capitali sottratti al fisco dalla quale si capisce che evadere resta un ottimo affare. E non solo per chi sfugge ai controlli del fisco ma anche per chi viene pizzicato, perché tra ricorsi e patteggiamenti  lo Stato incassa solo l’11% delle somme accertate.

Non si può dire che gli 007 del  fisco non si diano da fare. Nel periodo 2006-2009 sono stati svolti quasi un milione e mezzo di controlli e il 95% si è concluso con l’addebito di evasione per un totale di 71 miliardi di euro che diventano 75 con le sanzioni. Chi paga le tasse rappresenta sempre più un eccezione: in quattro anni i contribuenti regolari si sono dimezzati passando dal 7% nel 2006 al 3,6% nel 2009.

Ma anche stanato, l’evasore – soprattutto quello grosso – ha buone possibilità di uscirne “in piedi”. Infatti:
•  il 17% dei contribuenti (ma corrispondente al 41% dell’evasione totale) fa ricorso;
•  il 36% (il 46% del totale delle imposte evase) non fa ricorso;
•  il 45% (ma si tratta solo del 13% dell’evasione) patteggia, cioè riconosce l’illecito, e paga ottenendo sconti fino a due terzi.

Questo significa che i piccoli evasori, che sono tanti, finiscono per  pagare mentre i grossi prolungano il braccio di ferro con lo Stato. E spesso la spuntano.

Perché lo Stato, in fondo, è un cattivo esattore: su 100 euro evasi e accertati, alla fine ne chiede agli evasori solo 51 e ne incassa 11. E non solo perché il patteggiamento riduce gli importi da pagare, ma anche perché tra lunghezza dei processi tributari, rateizzazioni e impossibilità a riscuotere (con evasori che risultano nullatenenti avendo intestato tutto a prestanomi) il bottino del fisco nel periodo considerato, dai 75 miliardi teorici, si è ridotto a 8,3 miliardi, l’11% appunto.

Incrocio dei dati, una chimera

L’altra notizia in realtà è una non-notizia. Riguarda l’eterna questione dell’incrocio dei dati in possesso delle diverse amministrazioni dello Stato (Inps, anagrafe tributaria ecc.) per rendere più efficace la caccia all’evasore. Un incrocio che resta ancora, malgrado i proclami, una missione impossibile.

La sede Inps dell’Eur a Roma possiede la più grande banca dati anagrafica d’Europa. Quattro piani sotterranei di server, 500 addetti, 100 milioni di codici per gestire 61 milioni di contribuenti e 1,6 milioni di aziende. Un patrimonio che rimane in gran parte inutilizzato perché, allo stato attuale, non può essere incrociato con altre banche dati (Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Inail).

Software che non si parlano tra loro, computer obsoleti (in alcuni casi ancora quelli con video a caratteri verdi su sfondo scuro degli anni 80) e in condivisione (in alcune caserme della Guardia di Finanza non ce n’è uno a testa), file “sporchi” perché acquisiti in maniera disomogenea (anche con scansioni di documenti cartacei, “illeggibili” dai sistemi). Una situazione che per essere risolta richiede ancora molto tempo e molti investimenti. E nel frattempo mette al sicuro i furbi.

Lotta all’evasione, le pastoie salva-furbi. Si recupera solo l&#...