Lettera del fisco a possibili evasori: mettetevi in regola prima che scatti il redditometro

Ultima chiamata dell'Agenzia delle Entrate: una lettera di "avvertimento" prima del redditometro. Se non ci sono errori conviene procedere col ravvedimento

In inglese si chiama "moral suasion", in italiano si traduce "uomo avvisato…". Con i possibili evasori fiscali l’Agenzia delle Entrate usa la carota prima di passare al bastone. A decine di migliaia di contribuenti sta arrivando una lettera firmata da Attilio Befera, direttore dell’Agenzia, che li invita a verificare le dichiarazioni dei redditi dell’anno scorso: dalle informazioni presenti nelle diverse banche dati del fisco tali redditi risulterebbero incompatibili con le spese e il tenore di vita posseduto. In pratica un’ultima chiamata del fisco per un ravvedimento operoso. Prima che scatti il redditometro.

La lettera – riportata dal quotidiano Italia Oggi – dichiara di avere solo uno "scopo informativo e quindi non necessita di una risposta". Con tono conciliante avvisa appunto il contribuente delle "spese apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati" nel 2012 (cioè quelli del 2011). In allegato alla lettera c’è un prospetto in cui sono indicate le spese note all’Agenzia, suddivise in base alle categorie del nuovo redditometro.

Una lettera, tre soluzioni

Chi riceve la comunicazione ha in pratica tre possibilità:

Fare una verifica della dichiarazione del 2012 e delle spese sostenute nello stesso periodo e, se ritiene che ci sia un errore, segnalarlo all’indirizzo mail dc.acc.commsint@agenziaentrate.it o chiamando i Centri di assistenza multicanale al numero 848.800.444.

Procedere col ravvedimento operoso lungo che consente il pagamento dell’imposta dovuta entro la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi (modello Unico, in questo caso) dell’anno successivo, cioè entro il 30 settembre 2013, con una sanzione ridotta pari al 3,75% dell’importo, invece della sanzione ordinaria al 30% (cui va aggiunto l’interesse legale, attualmente del 2,5% annuo).

Ignorare la lettera e correre il rischio di passare al setaccio del redditometro che analizzerà un’ampia serie di voci di spesa, dall’abbigliamento alle spese per la casa, dai mezzi di trasporto alle spese mediche, dalle rette scolastiche ai viaggi): se lo scostamento risulta maggiore del 20% (con un’ulteriore franchigia di 12mila euro) scattano l’accertamento e le sanzioni (stavolta in misura piena).

In realtà l’operazione ha già avuto un discreto successo negli anni passati: i contribuenti "avvisati", cioè, tendono ad aderire all’invito e anche ad adeguare le dichiarazioni successive. L’anno scorso ad esempio – riporta Italia Oggi – i circa 256mila destinatari delle lettere (riferite alle dichiarazioni 2011) hanno aumentato di circa il 10% i redditi dichiarati. La compliance paga. (A.D.M.)

 

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