Legge di stabilità, si cambia: tagli al cuneo fiscale e non all’Irpef, Iva al 22%

E per le detrazioni fiscali salta la contestata retroattività. L'accordo governo-maggioranza riscrive la manovra. Si agevolano il lavoro e le imprese

Dietrofront su Irpef, Iva e detrazioni. Dei tre pilastri della legge di stabilità nella sua prima versione resta ben poco. Le misure inizialmente volute dal governo hanno subito radicali modifiche dopo il primo confronto col parlamento. Con l’accordo tra l’esecutivo e la maggioranza che lo sostiene viene escluso sia la riduzione delle aliquote Irpef per i primi due scaglioni di reddito sia il taglio retroattivo (cioè già per i redditi di quest’anno) delle detrazioni e deduzioni fiscali. Al loro posto, una riduzione del cuneo fiscale e l’aumento dell’Iva solo per l’aliquota ordinaria che passerà dal 21 al 22% (ma si parla anche di un possibile 23%).

Insomma uno stravolgimento dell’impianto iniziale. E considerando i 1.600 emendamenti proposti dalla Camera, la parola fine è ancora lontana dall’essere messa. Però, avendo il consenso della maggioranza, l’assetto attuale ha buone possibilità di essere mantenuto. Eccolo più in dettaglio.

IRPEF. E’ stata abbandonata l’ipotesi di ridurre di un punto percentuale le aliquote Irpef attuali  sui due scaglioni di reddito più bassi, passando dal 23 al 22% per i redditi fino a 15mila euro e dal 27 a 26% per i redditi fino a 28mila euro.

CUNEO FISCALE. Si agirà invece sulla riduzione del cuneo fiscale, cioè della differenza tra quanto un’azienda paga per un lavoratore e quanto lo stesso lavoratore percepisce. Un intervento di cui si parla da anni e che per il 2013 andrà solo a vantaggio dei dipendenti, che avranno una busta paga più alta, e dal 2014 anche delle imprese, riducendo così il costo del lavoro per rilanciare la loro competitività sui mercati.

IVA. L’aumento dovrebbe toccare solo l’aliquota ordinaria, attualmente del 21% (che ricade sulla maggior parte di prodotti e servizi: abbigliamento, auto, moto e bici, carburante, elettrodomestici e telefonini, mobili, tabacchi, tariffe di artigiani e professionisti), che passerebbe al 22% (indiscrezioni indicano il 23%). Rimarrebbero invariate le aliquote ridotte del 10% (su alcuni prodotti alimentari come carne e pesce, uova, zucchero, miele, vino, birra, acqua minerale, sui servizi alberghieri e di ristorazione e su alcuni lavori edili) e del 4% (prodotti alimentari di base – pane e pasta, latte e formaggi, frutta e ortaggi -, giornali, riviste e libri, servizi mensa per ospedali e scuole).

DETRAZIONI FISCALI. Un campo in cui regna ancora molta incertezza. Il dato più sicuro è che il taglio alle detrazioni non sarà più retroattivo, cioè non varrà per i redditi di quest’anno da dichiarare nel 2013. E’ stato uno dei punti più contestati della legge di stabilità che ora torna ad adeguarsi ai principi dello Statuto dei Contribuenti. Ancora niente di certo invece sul tetto massimo di 3mila euro per alcune detrazioni (compresa quella per il mutuo che da sola rischia di esaurire tutto il tetto) e sulla franchigia di 250 euro estesa anche alle spese sanitarie. Su questo “il governo si riserva di dare risposte”.

In sostanza la nuova versione delle legge di stabilità con la riduzione del cuneo fiscale sposta i benefici dalle fasce più povere al lavoro dipendente (escludendo così i lavoratori “atipici”) e in prospettiva alle imprese (per il rilancio della competitività) ma rinunciando all’aumento delle aliquote Iva ridotte sui prodotti di base mira a sostenere il potere d’acquisto dei redditi bassi. (A.D.M.)

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