Le tabelle aggiornate per calcolare il contributo unificato

Il contributo unificato è una somma che occorre pagare per iscrivere a ruolo le controversie civili ed amministrative

Una controversia legale prende avvio con la cosiddetta “iscrizione a ruolo” degli atti giudiziari. Per poter compiere questo primo passo è necessario aver provveduto al versamento del contributo unificato. In assenza della ricevuta che certifica l’avvenuto pagamento della tassa, il cancelliere non può iscrivere la causa a ruolo e, conseguentemente, l’azione legale non può avere inizio.
Il pagamento del contributo unificato può essere effettuato presso:

  • gli uffici postali utilizzando l’apposito bollettino di conto corrente postale;
  • le banche utilizzando il modello F23
  • gli agenti della riscossione e le tabaccherie (in quest’ultimo caso, il contribuente deve utilizzare il modello per la comunicazione di versamento e su questo mettere un apposito contrassegno, rilasciato dai tabaccai a conferma dell’avvenuto pagamento).

L’importo varia in base al valore della controversia.

Per il processo amministrativo, il contributo unificato varia da 300,00 a 6.000,00 euro; nei giudizi tributari, esso va da 30,00 euro per le controversie di valore fino a 2.582,28 euro) ad 1.500,00 di euro (per quelle di oltre 200.000,00 euro).
Nel processo civile, il valore del contributo unificato muta da 43,00 euro a 1.686,00 euro in primo grado e va aggiunta una marca da bollo di 8 euro.

Nei giudizi civili, in grado di appello, il contributo unificato varia da euro 64,50 ad euro 2.529,00; mentre in sede di impugnazione di ricorso per Cassazione, muta da euro 86,00 ad euro 3.372,00.
I soggetti ammessi a beneficiare del gratuito patrocinio – in quanto titolari di un reddito inferiore ad euro 11.528, 41 risultante dall’ultima dichiarazione – sono esentati dall’obbligo di pagare il contributo unificato.

Sono esenti dal pagamento del contributo unificato le controversie riguardanti: i minori, gli interdetti, gli inabilitati, i procedimenti concernenti la rettifica dello stato civile, l’interdizione, l’inabilitazione, l’assenza e la dichiarazione di morte presunta, i rapporti patrimoniali tra coniugi, la legge Pinto, alcune cause di lavoro e quelle di esecuzione in forza di provvedimenti del giudice del lavoro.

Il contributo unificato deve essere pagato in misura ridotta del 50%: nei procedimenti cautelari, possessori, monitori, per convalida di sfratto, di sfratto per finita locazione o morosità, di opposizione a decreto ingiuntivo, di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento, concernenti il rito sommario ex art. 702 bis c.c. e quelle di lavoro o di pubblico impiego.

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Le tabelle aggiornate per calcolare il contributo unificato