Lavoro e fiscalità progressiva per il Centrosinistra

Ridisegnare il sistema fiscale per alleggerire il peso sul lavoro e sull'impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari

Nonostante il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, abbia recentemente ribadito il proprio no a un’imposta patrimoniale sui beni mobiliari, dalle linee guida del programma del Centrosinistra si evince che occorre “un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari”.  
L’Imu si trova ancora una volta nell’occhio del ciclone e nella proposta del Pd si candida a essere, con sostanziali modifiche, lo strumento idoneo a diventare "l’imposta personale sui grandi patrimoni familiari".

FISCO E TASSE

IMU: una modifica in senso "progressivo". Il Pd è convinto che la promessa di abolizione dell’Imu sia solo una trovata demagogica. Tuttavia l’imposta va modulata in base al reddito del contribuente. In due fasi:
• fase transitoria: franchigia dell’Imu di 500 euro, una soglia che esenterebbe circa il 45% degli italiani. La perdita di gettito di 2,8 miliardi verrebbe compensata con un aumento delle aliquote per le prime case dal valore catastale superiore ai 1,5 milioni.
• a regime: prelievi più mirati dopo la riforma del catasto (come Monti) e aliquote stabilite esclusivamente dai comuni che conoscono la situazioni urbanistiche e gli effettivi valori degli immobili

Per l’Irpef sono previsti ritocchi volti ad  alleggerire lievemente l’aliquota più bassa, aumentando lievemente quella più alta.

L’austerity non paga. In evidente polemica con la linea ‘montiana’, il programma del PD sottolinea che “Se l’austerità e l’equilibrio dei conti pubblici, pur necessari, diventano un dogma e un obiettivo in sé – senza alcuna attenzione per occupazione, investimenti, ricerca e formazione – finiscono per negare se stessi". E propone un’azione allineata alle politiche europee, in difesa dell’Euro.

LAVORO
Bersani e Vendola (che con Sinistra Ecologia e Libertà sostiene la candidatura del segretario del Pd) concordano nel mettere il lavoro al centro del dibattito politico. Una più equa distribuzione degli oneri del Fisco a carico dei contribuenti è il primo impegno per garantire una riduzione del cuneo fiscale, alleggerendo il peso sul lavoro e sull’impresa. Il passo successivo -si legge nella Carta di Intenti del Pd –  è contrastare la precarietà, rovesciando le scelte della destra nell’ultimo decennio.
Il terzo passo è spezzare la spirale perversa tra bassa produttività e compressione dei salari e dei diritti, aiutando le produzioni a competere sul lato della qualità e dell’innovazione, punti storicamente vulnerabili del nostro sistema. Quarto passo è mettere in campo politiche fiscali a sostegno dell’occupazione femminile, ancora adesso uno dei differenziali più negativi per la nostra economia, in particolare al Sud.  A tale scopo è indispensabile alleggerire la distribuzione del carico di lavoro e di cura nella famiglia, sostenendo una riforma del welfare, politiche di conciliazione e condivisione e varando un programma straordinario per la diffusione degli asili nido.
Infine, il lavoro è oggi per l’Italia lo snodo tra questione sociale e questione democratica. Il Partito democratico e SeL ritiengono entrambi necessaria una legge sul diritto alla rappresentanza sindacale che consenta l’esercizio effettivo della democrazia per chi lavora. 

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