La sanatoria sulle slot machines è un flop. Ora arrivano nuove tasse?

Previsti solo 235 milioni di entrate contro la stima di quasi mezzo miliardo

Se il Governo puntava realmente sul condono nei confronti delle concessionarie del gioco, condannate dalla Corte dei Conti per il mancato collegamento delle macchinette al sistema telematico di controllo della SOGEI, pare proprio aver fallito l’obiettivo. La sanatoria stabilita dall’esecutivo ha infatti raccolto solo sei adesioni. All’atto pratico 235 milioni di entrate previsti contro la stima di quasi mezzo miliardo, e che era a sua volta frutto di un’ulteriore riduzione fatta nel corso del procedimento giudiziario.  Il gettito previsto doveva coprire il mancato incasso della rata di giugno dell’Imu.
 
LA MORATORIA DI SETTEMBRE – Il flop del condono ai concessionari condannati dalla Corte dei Conti per il distacco dalla rete Sogei tra il 2004 e il 2007 segue il voto in Parlamento dello scorso settembre, quando la maggioranza andò sotto sulla moratoria di 12 mesi ai nuovi centri per il gioco d’azzardo proposta dalla lega Nord. Oltre alle polemiche per gli operatori che avevano già ottenuto le concessioni, la "forte diminuzione delle entrate in una fase delicata per la finanza pubblica" fu messa in evidenza direttamente dal Tesoro.
 
Il MOVIMENTO CONSUMATORI ALL’ATTACCO: ALTTE TASSE? –  “Quando lo Stato scende a patti ci perde sempre e la decisione dei quattro concessionari del gioco che non hanno aderito al maxi sconto del Governo ne è la prova” – dice il segretario generale di Movimento Consumatori Alessandro Mostaccio. “Per lo Stato un condono è sempre fallimentare  – afferma Mostaccio – e mina alla base la certezza del diritto, in questo caso addirittura potrebbe avere un effetto negativo per i cittadini. Ci chiediamo infatti come verrà coperto il buco di bilancio conseguente. Imponendo nuove tasse? Probabilmente della questione ci è sfuggito qualcosa: ma come è possibile che il Governo abbia calibrato l’esenzione della prima rata dell’Imu affidandosi ad una trattativa che evidentemente non era conclusa? Alcune concessionarie hanno tradito la parola data o siamo di fronte a chiare responsabilità politiche? A questo punto – conclude Mostaccio – possiamo iniziare a pretendere che il Governo dimostri fermezza smettendo di scendere a patti con chi non lo merita"?
 
NO AI GIOCHI DI STATO – Un’ultima riflessione sorge spontanea: "Il gioco d’azzardo rappresenta per lo Stato, non solo dal punto di vista sociale ma anche economico, un danno visto che i guadagni sono irrisori – prosegue Mostaccio -. Non sarebbe quindi opportuno svincolarsi da questa macchina infernale che crea soldi solo per alcuni? MC ha lanciato, a questo proposito, l’iniziativa “No ai giochi di Stato!” per chiedere l’abolizione della pubblicità del gaming, la costituzione di un osservatorio permanente al quale partecipino rappresentanti delle associazioni dei consumatori, esperti in materia di dipendenze patologiche e gli stakeholders e la riscossione senza sconti delle tasse evase dai concessionari dell’azzardo”.
La sanatoria sulle slot machines è un flop. Ora arrivano nuove t...