L’Ue boccia la manovra: troppo blanda. Ed è in arrivo la sanatoria

La replica del Tesoro: "La Commissione non tiene in conto i provvedimenti annunciati". Tra questi prende quota la sanatoria sulle cartelle esattoriali

Se il Premier Enrico Letta ed il Ministro delle Finanze Fabrizio Saccomanni insistono nel dire che la fine della crisi è vicina e che "l’Italia ce l’ha fatta da sola", ci pensa immediatamente l’Unione Europea a dare l’ennesima ‘mazzata’ al Belpaese. Secondo Bruxelles la Legge di Stabilità, ora in fase di esame degli emendamenti in Parlamento, non è sufficiente. All’Italia vengono chiesti ulteriori sacrifici.
 
Intanto tra gli emendamenti annunciati al ddl stabilità acquista credibilità il provvedimento che prevede una sanatoria sulle cartelle esattoriali che dovrebbe sintetizzare le posizioni di Pd e Pdl.
Lo riferiscono fonti governative, spiegando che la proposta potrebbe essere presentata dai relatori o dallo stesso governo all’inizio della prossima settimana e comunque non prima di lunedì.

Le stesse fonti precisano che la soluzione che verrà individuata non avrà i connotati dei precedenti condoni, che in Italia vantano una lunga storia. Un’ipotesi potrebbe essere quella di far pagare al 100% l’imposta e cancellare o ridurre le sanzioni aggiuntive sul ritardato o mancato pagamento. Si valuta se far pagare gli interessi di mora.  

 
I RILIEVI DELL’UE – "L’Italia deve continuare a fare sufficienti progressi verso l’obiettivo di medio-termine (rapporto deficit-Pil allo 0,5%, ndr) anche nel 2014, assicurando un aggiustamento strutturale di almeno 0,5 punti percentuali del Pil". Questa la richiesta della Commissione europea al punto 12 della sua opinione sulla bozza di legge di stabilità dell’Italia pubblicata oggi a Bruxelles. La necessità di un ulteriore aggiustamento strutturale, spiega la Commissione, è dovuto al fatto che l’Italia "non adempie al criterio del debito nel 2014 e potrebbe non rispettare le regole su deficit contenute nel Patto di stabilità, non consentendole di rispettare l’obiettivo per la riduzione del debito nel prossimo anno".
 
L’AGGIUSTAMENTO – Per spiegarne i contenuti è intervenuto il Commissario agli Affari economici Olli Rehn, secondo il quale "l’Italia deve fare sufficienti progressi verso l’obiettivo di medio termine (pareggio di bilancio, ndr), riducendo il debito l’anno prossimo assicurando un aggiustamento strutturale di almeno 0,5% del Pil". Rehn ha aggiunto che "è importante che la spending review in Italia dia risultati già nel 2014 perché porterà ad una riduzione del debito e quindi a rispettare le regole Ue".
 
LA REPLICA DEL TESORO – Inevitabile la replica del ministero del Tesoro, secondo il quale la Commissione Ue "non tiene conto di importanti provvedimenti annunciati dal governo, anche se non formalmente inseriti nella legge di Stabilitá, e già in fase di attuazione". Nessuna bocciatura, quindi, "i rischi segnalati sono già considerati e sono state già messe in campo misure per contrastare eventuali rischi su disavanzo e debito 2014". La valutazione della Ue, sempre secondo via XX settembre, "discende da una stima di crescita del prodotto che, come è noto, non coincide con quella del governo italiano e comporta implicazioni per le proiezioni di finanza pubblica». Va sottolineato "che la crescita del debito in rapporto al pil è la risultante della recessione che si è protratta fino al 2013 e del pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni (quasi 50 miliardi di euro in 12 mesi tra il 2013 e il 2014), operazione concordata con la Commissione europea".
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