Iva per cassa, in vigore dal 1° dicembre. Gli ultimi chiarimenti sul nuovo regime

Varato il decreto applicativo, ora è possibile versare l'Iva al pagamento delle fatture. Una boccata di ossigeno per imprese e lavoratori autonomi

Versare l’Iva solo quando viene pagata la fattura. Un “miraggio” per migliaia di imprese, artigiani, commercianti, professionisti e lavoratori autonomi (spesso “costretti” alla partita Iva) che sta per diventare realtà. Il ministero dell’Economia ha appena varato il decreto applicativo (scarica il testo in pdf) che dal prossimo 1° dicembre consentirà di versare dell’Iva col criterio di “cassa“, ovvero quando il contribuente-partita Iva riceve il pagamento della fattura e incassa quindi anche l’Iva che poi dovrà versare al fisco. Finora – e soprattutto in questi ultimi tempi di crisi e di ritardati o mancati pagamenti – succedeva di dover anticipare allo Stato un’imposta su un reddito non (ancora) percepito.

Le precisazioni sull’Iva da scaricare

Il nuovo regime – introdotto dall’ultimo decreto sviluppo – attendeva alcune precisazioni che sono arrivate con il decreto attuativo: la principale riguarda le operazioni passive, cioè il momento in cui il cliente/committente può detrarre l’Iva che paga in fattura. Le nuove regole stabiliscono che:

• se anche il cliente ha optato per il regime per cassa può “scaricare” l’Iva solo nel momento in cui paga la fattura;
• se il cliente non ha optato per il regime per cassa, può scaricare l’Iva dal momento delleffettuazione dell’operazione (vendita o prestazione di servizi), in pratica quando riceve la fattura.

Cosa cambia con il nuovo regime

Tutti i titolari di partita Iva che fatturano meno di 2 milioni di euro all’anno possono scegliere di applicare al versamento dell’Iva il principio “di cassa”. Questo però vale solo per le operazioni verso altri titolari di partite Iva e non verso i privati consumatori (utenti finali).

Com’è noto, l’Iva è una “partita di giro”, cioè la si incassa dal cliente e la si versa al fisco.

Finora:

 

l’Iva applicata sulla vendita di un bene o la fornitura di un servizio doveva essere versata col criterio “di competenza” (cioè riferita al periodo di emissione della fattura), ovvero:
mensilmente, cioè entro il 16 del mese successivo allemissione della fattura, o
trimestralmente, se non si supera un determinato volume d’affari, cioè entro il 16 di maggio, agosto, novembre e marzo dell’anno successivo.

Dall’1/12: 

 

l’Iva a debito verrà versata solo al momento dell’effettivo pagamento della fattura. Il nuovo regime è opzionale e per applicarlo bisognerà fare una specifica richiesta.
Per applicare il nuovo regime dev’essere espressa un’opzione preventiva (le cui modalità dovranno essere chiarite dall’Agenzia delle Entrate) e sulla fattura andrà riportato il riferimento all’ art. 32-bis del Dl 83/2012.
La decorrenza dal 1° dicembre potrebbe creare qualche complicazione ai contribuenti trimestrali: per loro conviene far partire il nuovo regime dal 1° gennaio 2013.

Ma attenzione: l’Iva va versata comunque dopo 1 anno dall’operazione anche se la fattura non è ancora stata pagata (salvo che il cliente sia assoggettato a procedure concorsuali). Questa scadenza può essere un’arma a doppio taglio perché dà al creditore l’impressione di avere una disponibilità finanziaria maggiore di quella effettiva. In altre parole, ricordatevi che dopo un anno il fisco batte cassa comunque. (A.D.M.)

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