Iva per cassa: ora si paga a fattura incassata. Cosa cambia con il nuovo regime

Da quest'anno è possibile versare l'Iva al pagamento delle fatture. Una boccata di ossigeno per imprese e lavoratori autonomi. Ecco le regole

Versare l’Iva solo quando viene pagata la fattura. Un "miraggio" per migliaia di imprese, artigiani, commercianti, professionisti e lavoratori autonomi (spesso "costretti" alla partita Iva che è diventato realtà. Il decreto sviluppo bis dello scorso giugno ha introdotto anche in Italia, a partire dal 1° dicembre 2012, il cosiddetto regime dell’Iva per cassa, ovvero la possibilità per il contribuente-partita Iva di versare l’imposta sul valore aggiunto quando riceve il pagamento della fattura. Finora – e soprattutto in questi ultimi tempi di crisi e di ritardati o mancati pagamenti – succedeva di dover anticipare allo Stato un’imposta su un reddito non percepito.

In vista della prossima scadenza di versamento dell’Iva trimestrale (16 maggio) riepiloghiamo le novità principali.

COSA CAMBIA COL NUOVO REGIME

Tutti i titolari di partita Iva che fatturano meno di 2 milioni di euro all’anno possono scegliere di applicare al versamento dell’Iva il principio "di cassa". Questo però vale solo per le operazioni verso altri titolari di partite Iva e non verso i privati consumatori (utenti finali).

Com’è noto, l’Iva è una "partita di giro", cioè la si incassa dal cliente e la si versa al fisco. 
 

Prima

 

L’Iva applicata sulla vendita di un bene o la fornitura di un servizio doveva essere versata col criterio "di competenza" (cioè riferita al periodo di emissione della fattura), ovvero:
mensilmente, cioè entro il 16 del mese successivo allemissione della fattura, o
trimestralmente, se non si supera un determinato volume d’affari, cioè entro il 16 di maggio, agosto, novembre e marzo dell’anno successivo.
 
Adesso 

 

L’Iva a debito può essere versata solo al momento dell’effettivo pagamento della fattura. Il nuovo regime è opzionale e per applicarlo bisognerà fare una specifica richiesta.
Per applicare il nuovo regime non è necessaria alcuna comunicazione preventiva, la scelta si deduce dal comportamento adottato nella liquidazione periodica. La comunicazione formale avviene poi con la dichiarazione annuale Iva (quadro VO). Sulla fattura va tuttavia riportato il riferimento all’art. 32-bis del Dl 83/2012.


LE OPERAZIONI ESCLUSE

Tra le principali operazioni che non possono beneficiare del nuovo regime ci sono:
quelle verso privati non titolari di partita Iva (consumatori finali)
quelle con regimi Iva speciali (es. agricoltura e agenzie di viaggi);
quelle ad esigibilità differita (es. forniture allo Stato ed enti pubblici, cessioni di prodotti farmaceutici)
le esportazioni e importazioni e gli acquisti e cessioni intracomunitarie.

LE OPERAZIONI PASSIVE

Il nuovo regime è stato messo a punto da alcuni successivi provvedimenti attuativi (v. box) che hanno definito soprattutto le operazioni passive, cioè il momento in cui il cliente/committente può detrarre l’Iva che paga in fattura. Le nuove regole stabiliscono che:
• se anche il cliente ha optato per il regime per cassa può "scaricare" l’Iva solo nel momento in cui paga la fattura;
• se il cliente non ha optato per il regime per cassa, può scaricare l’Iva dal momento delleffettuazione dell’operazione (vendita o prestazione di servizi), in pratica quando riceve la fattura.

ATTENTI ALLA SCADENZA

In ogni caso l’Iva va versata comunque dopo 1 anno dall’operazione anche se la fattura non è ancora stata pagata (salvo che il cliente sia assoggettato a procedure concorsuali). Questa scadenza può essere un’arma a doppio taglio perché dà al creditore l’impressione di avere una disponibilità finanziaria maggiore di quella effettiva. In altre parole, ricordatevi che dopo un anno il fisco batte cassa comunque. (A.D.M.)

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