Iva, la falsa fattura è reato

Secondo la Cassazione, le fatture false configurano il reato di omessa dichiarazione

Il reato di omessa dichiarazione Iva allarga i propri confini. Infatti oggi comprende anche i caso in cui il contribuente che ha emesso fatture false, a prescindere dall’incasso che avrebbe dovuto registrare.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 35858/2011, che ha confermato la condanna per omessa dichiarazione Iva nei confronti di un imprenditore che aveva emesse fatture false senza registrarle. Ecco cosa recita la sentenza: “Il delitto di omessa dichiarazione a fini dell’Iva è configurabile anche nel caso in cui siano state emesse fatture per operazioni inesistenti, in quanto, secondo la normativa tributaria, l’imposta sul valore aggiunto è dovuta anche per tali fatture, indipendentemente dal loro effettivo incasso, con conseguente obbligo di presentare la relativa dichiarazione”.

Un principio importante affiancato da un’altra conclusione, sempre emessa dal giudice di diritto. E cioè che in tema di reati tributari, alla fine della configurabilità del reato di omessa dichiarazione ai fini di evasione dell’imposta sui redditi, non può farsi ricorso alla presunzione tributaria secondo cui tutti gli accrediti registrati sul conto corrente si considerano ricavi dell’azienda, perché è il giudice penale che deve determinare l’ammontare dell’imposta, pur ricorrendo a presunzioni di fatto.

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