Iuc, come funziona la tassa sulla casa che può far rimpiangere l’Imu

Sulle ceneri dell'inedita Trise, nasce la Iuc: imposta unica comunale. Con l'aumento della Tasi si rischia di pagare di più che in precedenza

Dopo l’Imu, la Trise, il Tuc, ecco arrivare la IUC, la nuova Imposta unica comunale sulla casa che incorporerà Imu e le due componenti relative a servizi e rifiuti, Tari e Tasi, della service tax. E’ questa la novità contenuta nel nuovo emendamento alla legge di stabilità 2014.
 
ARRIVA LA IUC
La Iuc riformula così le imposte sulla casa:
Patrimoniale
Imu: vale solo sulle seconde case e per le categorie catastali A1, A8 e A9 (abitazioni di lusso).

– Tassa sui rifiuti
Tari: valeva e varrà per tutti. Vi  figura il calcolo del volume prodotto in relazione anche alle aree scoperte, che comunque non potrà andare oltre la quota del 2013 e, nel 2015 e 2016, scenderà del 10% all’anno.

-Tassa sui servizi indivisi dei Comuni
Tasi: rischia di superare la vecchia Imu anche sulle prime case. Viene prevista la facoltà per i Comuni di aumentare l’aliquota entro il 10,6 per mille della rendita catastale che andrà proprio a coprire quegli interventi pubblici non riconducibili al singolo cittadino, ma svolti nell’interesse dell’intera collettività.
Inoltre vengono stanziati 500 milioni di euro in più all’anno a favore dei Comuni  da destinare alle detrazioni per le famiglie con redditi bassi (serviranno a ridurre il prelievo TASI dei circa 20 milioni di abitazioni principali).

Nel gioco delle aliquote, tetti alle aliquote, compensazioni e detrazioni, incrocio fra Tasi e Imu, alla fine è assai probabile che molte abitazioni principali pagheranno un conto più salato. Perché, nel caso non si possa usufruire delle detrazioni, ad esempio, un bilocale da 90 mila euro di valore catastale cui venga imposta un’aliquota Tasi massima al 2,5 per mille, pagherebbe 225 euro contro i 160 della vecchia Imu (110 con un figlio).

 
CONTO SALATO – L’imposta unica comunale avrà un tetto fissato al 10,6 per mille. I problemi nascono dall’incrocio fra Imu e Tasi, il tributo sui servizi indivisi, che ha la stessa base imponibile e parte dall’1 per mille. Il tetto del 10,6 per mille sugli immobili diversi dall’abitazione principale è più basso di quello immaginato nella prima versione della legge di stabilità (11,6 per mille). Il punto è che moltissimi Comuni hanno già fissato l’aliquota patrimoniale sulle seconde case al tetto massimo, togliendo di fatto posto alla Tasi (min. 1 per mille, max. 2,5 per mille). Quindi, la modulazione della Iuc che dovranno fare i sindaci è obbligata: o cancellano la Tasi (altamente improbabile) o abbassano l’Imu con il conseguente aumento delle aliquote Tasi. Il risultato è a somma zero per le abitazioni diverse da quella principale. Ma per le prime case, l’aumento della Tasi (nel caso massimo al 2,5 per mille, che fra l’altro dal 2015 può aumentare) può significare, come nel caso del bilocale citrato sopra, una tassa maggiore della vecchia Imu, soprattutto perché le detrazioni (i 200 euro per tutti della vecchia Imu più i figli) che i sindaci possono autorizzare sono discrezionali e circoscritte (per legge) solo ad alcuni casi (parametri Isee, abitazioni dei single o di chi risiede più di sei mesi all’estero).
 
NON CAMBIA LA TASI – L’emendamento non prevede invece alcuna modifica per ciò che riguarda la componente comunale sui rifiuti e servizi indivisibili, intendendo per tali la pubblica illuminazione, la manutenzione stradale ecc. Le aliquote per la Tasi rimarrebbero all’1 per mille e solo per il 2014 innalzate al 2,5 per mille. Anche in questo caso, eventuali sconti e riduzioni per le famiglie in difficoltà economica verranno decise in via obbligatoria dai singoli sindaci, come per le abitazioni con un unico occupante, ovvero abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale, locali diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale, abitazioni occupate da soggetti che risiedano per più di sei mesi all’estero, fabbricati rurali a uso abitativo e infine superfici eccedenti il normale rapporto tra produzione di rifiuti e superficie.   
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