Italia da primato quanto a cuneo fiscale

(Teleborsa) – C’è una classifica nella quale l’Italia primeggia a livello mondiale: quella del cuneo fiscale, ossia l’imposta sul reddito da lavoro che include sia quella pagata dal dipendente che quella versata dal datore di lavoro.

Secondo un rapporto dell’OCSE, nel 2017 la Penisola è risultato il Paese con il terzo cuneo fiscale più alto tra i 35 membri dell’Organizazione per la cooperazione e lo sviluppo. La medaglia di bronzo è una conquista recente: solo un anno prima occupava infatti la quinta posizione.

Tradotto in cifre, mediamente i lavoratori italiani hanno avuto un cuneo fiscale del 47,7%, a fronte del 35,9% della media OCSE.

Tra il 2000 e il 2017 il cuneo fiscale è aumentato di 0,6 punti percentuali dal 47,1% al 47,7%. Nell’area OCSE, invece, si è verificato un decremento di 1,1 punti percentuali dal 37% al 35,9%.

Nel dettaglio, l’85% del cuneo è rappresentato da imposte sul reddito e contributi previdenziali (contro il 77% della media OCSE).

La tassazione scende per il lavoratore con figli grazie agli sgravi introdotti in molti Paesi dell’Organizzazione.

In Italia il cuneo fiscale di un impiegato con due figli è il 38,6%. Anche in questo caso, però, risulta il terzo più alto nell’area OCSE, dove la media è del 26,1%.

Italia da primato quanto a cuneo fiscale