Ires al posto dell’Irpef: prove di taglio alle tasse per commercianti e artigiani

Il governo studia come abbassare la pressione fiscale sui lavoratori autonomi

Dopo la doccia gelata del taglio delle stime sul Pil da parte dell’Ocse, il governo studia un modo per provare ad alleggerire la pressione fiscale sul lavoro autonomo. Dopo la conferma di voler rendere stabile lo sconto Irpef da 80 euro per i lavoratori dipendenti, Renzi e Padoan stanno provando a ‘compensare’ l’impossibilità di allargare la platea degli aventi diritto agli 80 euro a partite Iva e disoccupati con un taglio delle tasse ad artigiani e commercianti, applicando loro l’Ires al posto dell’Irpef.

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SCORPORO – Una delle ipotesi al vaglio del Premier e del ministro dell’Economia è lo scorporo del reddito d’impresa degli artigiani e dei commercianti dalla tassazione Irpef. Chi non ha una società oggi paga infatti tutto attraverso la tassa sulle persone fisiche; l’idea è quella invece di scorporare il reddito d’impresa e su quello applicare l’aliquota Ires (l’imposta sulle società), nettamente più bassa. Tra Irpef ed Ires c’è infatti una notevole differenza in aliquote e percentuali, che si traducono in miliardi di euro.

L’IRPEF – L’Irpef fornisce circa un terzo dell’intero gettito fiscale per lo Stato. Basti pensare che nel 2009, a fronte di entrate tributarie pari a 433,37 miliardi di euro, 184,89 miliardi di euro sono arrivati proprio da questa tassa. Istituita con la riforma del sistema tributario del 1974, l’imposta sul reddito delle persone fisiche è divisa oggi in 5 aliquote più una (+1). Quest’ultima è rappresentata dalla cosiddetta “no tax area”, compresa tra 0 e 8mila euro di reddito, su cui non c’è alcun prelievo fiscale. Al di sopra degli 8mila euro comincia l’imposizione fiscale dell’Irpef che parte da un prelievo del 23% per arrivare, sopra i 75mila euro di reddito annuo, al 43%.

L’IRES – L’Ires è invece l’imposta non sul reddito delle persone fisiche, bensì su quello delle società. Istituita nel 2004 (prima si chiamava Irpeg) è composta da un’unica aliquota fissata al 27.5%. Detto che dai 15mila euro annui l’aliquota Irpef applicata è al 27%, è evidente come l’applicazione dell’Ires (e non dell’Irpef) anche ad artigiani e commercianti che non hanno una società rappresenterebbe per questi un risparmio non indifferente.
Al momento è solo un’ipotesi allo studio di palazzo Chigi e viale dell’Astronomia, ma le parole di Renzi martedì alla Camera trasmettono quanto meno la volontà di provarci: "Serve una strategia condivisa di riduzione fiscale, del carico delle tasse sul lavoro con la riduzione per la prima volta dell’Irap. Il fisco deve essere il meno caro possibile”.

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