Ipotesi prelievo forzoso del 10% sui conti correnti dell’Eurozona

Secondo il quotidiano belga Echo il Fondo Monetario Internazionale pronto a intervenire nei 15 paesi della zona euro

Il Fondo Monetario Internazionale sarebbe intenzionato ad intervenire drasticamente nell’Eurozona per la sostenibilità del debito pubblico con un prelievo forzoso temporaneo del 10% sul risparmio privato. A sostenerlo è il quotidiano belga L’Echo: la proposta dell’istituto guidato da Christine Lagarde, secondo quanto riportato dal giornale, sarebbe contenuta in un paper intitolato “Proposte del FMI sulla crisi fiscale”. Con all’interno un sottocapitolo della relazione intermedia curata della Agenzia per le tendenze finanziarie (Fiscal Monitor) dal titolo “Un contributo straordinario dalla ricchezza privata?”. Si prepara dunque un’intervento simile a quello dello scorso marzio per la crisi cipriota?
 
CONTI CORRENTI A RISCHIO? – La notizia giunge all’indomani di un punto di rottura tra Fmi ed Eurozona, in contrasto circa la strada seguita per la crisi greca: una medicina che di fatto ha peggiorato lo stato di salute del malato terminale Atene. Le misure imposte in questo biennio di crisi greca non hanno portato ad una riduzione effettiva del debito pubblico. Ragion per cui il Fondo concentrandosi sulla zona euro e sul necessario ritorno dei livelli di debito a condizioni pre-crisi, ammette che l’unica via di uscita sarebbe un taglio ai conti.
 
I PRECEDENTI – L’ultima volta che si è parlato di prelievi forzosi sui conti correnti è stato solo lo scorso marzo a proposito della crisi di Cipro, allorchè in cambio degli aiuti continentali da 10 miliardi di euro la troika pretese una tassa straordinaria per i conti correnti con più di 100mila euro. Ma abbiamo un doloroso precedente anche in Italia, ossia la notte tra il 9 e il 10 luglio del 1992 quando gli italiani scoprirono per primi la troika grazie al governo allora guidato da Giuliano Amato, che mise mano ai conti correnti con il famigerato “prelievo forzoso” del sei per mille sulle cifre depositate, ideato per sventare l’attacco speculativo alla lira.
 
RISCHIO RUN BANCARIO – Il rischio, nel caso la notizia fosse confermata nei prossimi giorni, è quello di un cosidetto "run bancario" su larga scala, ossia la corsa al prelievo così come è accaduto in Grecia lo scorso anno e anche a Cipro prima che le banche stesse rendessero inservibili proprio gli sportelli del cash, bloccandoli per diversi giorni.
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