Imu, un Comune su cinque rialza le aliquote. La tabella delle città

In attesa del 'congelamento' della rata Imu di giugno, i Comuni 'scaldano' le aliquote. Sciolto il nodo sull'acconto: si paga il 50% dell'imposta 2012.

In attesa del decreto che dovrebbe congelare ufficialmente la rata di giugno dell’Imu sulla prima casa, i Comuni alzano le aliquote. Un municipio su cinque, per l’esattezza, secondo i dati riportati da Il Sole 24 Ore, ha deciso di ritoccare all’insù l’imposta. Il termine per decidere i rincari è scaduto il 9 maggio, anche se l’impatto degli aumenti potrà ricadere solo sul saldo di dicembre e non a giugno, quando non si potranno applicare le nuove percentuali e l’acconto varrà il 50% dell’Imu 2012.

Con buone probabilità (e con buona pace del Pdl…), il pagamento Imu verrà solo rimandato di qualche mese, ma lo stesso i Comuni dovranno affrontare il mancato incasso di giugno (valore complessivo 1,5 miliardi), che era già stato destinato a spese previste nei mesi in corso (ricordiamo che quest’anno, a differenza dell’anno scorso, il gettito dell’Imu sarà incassato interamente dai Comuni).

Ed è "corsa all’aumento delle aliquote". Ad oggi su 26 città capoluogo, 7 (quasi il 30%) hanno aumentato l’aliquota della prima casa: Bologna, Napoli, Frosinone, Benevento, Verona, Asti, Lucca. Mentre soltanto Cagliari, Brescia e Pavia l’hanno diminuita. Le altre città hanno confermato le aliquote (peraltro già aumentate), dello scorso anno.

Anche le seconde case non valicano immuni le aliquote dell’imposta 2013. Le percentuali di tassazione per le abitazioni che non vengono considerate principali sono oggetto di aumento per una trentina di capoluoghi: nessuno di questi ha rivisto al ribasso l’aliquota ordinaria, mentre in cinque l’hanno aumentata fino al massimo consentito (cioè l’1,06% nel 2013): si tratta di Asti, Benevento, Cuneo, La Spezia e Treviso.

 

ABITAZIONE PRINCIPALE ALTRI IMMOBILI
Asti 0,6%
(per le abitazioni di pregio)
Asti 1,06%
(0,76% per i capannoni)
Benevento 0,6% Benevento 1,06%
Bologna 0,5% Cuneo 0,96%
Frosinone 0,6% La Spezia 1,06%
Lucca 0,5% Treviso  0,87%
Verona 0,5%    

 ATTIVITA’ COMMERCIALI
Se il governo sta per graziare (temporaneamente) le abitazioni principali, la prima rata dell’Imu sui capannoni subirà, rispetto a quella versata nello stesso periodo dell’anno scorso, un aumento medio nazionale del 35%.
A dirlo è la CGIA di Mestre, che segala il permanere della stangata anche per uffici e negozi. L’anno scorso, precisa la Cgia, gli uffici dei liberi professionisti hanno pagato quasi il 128% in più, i negozi commerciali il 123,5%, i laboratori artigianali oltre il 93%, gli alberghi quasi il 71%, i centri commerciali e i piccoli/grandi capannoni industriali attorno al 70%.

C’è da sperare vengano confermate le voci che, da fonti governative, danno per scongiurato l’aumento di 5 punti previsto per quest’anno del coefficiente moltiplicatore che si applica alla rendita catastale per determinare la base imponibile degli alberghi e dei capannoni. Se fosse così, questo “congelamento” porterebbe ad uno sconto dell’8,33%, che in termini assoluti sarebbe pari a 270 milioni di euro.

La decisione, che segue le polemiche dei giorni scorsi, è attesa a metà settimana. Una stangata che ha messo in allarme le associazioni degli imprenditori: da giorni chiedono la sospensione della prima rata dell’Imu, un’imposta che, sommata all’aumento dell’Iva e al debutto della Tares, sarebbe in grado di mettere ko le aziende italiane, che già bene non se la passano.

 

 

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