Imu, seconda scadenza per chi paga in tre rate. E le sanzioni (soft) per chi si è dimenticato

Il 17 settembre va versata la 2a rata dell'imposta per chi ha scelto di pagare in 3 tranche. E chi non ha pagato a giugno può ancora farlo con sanzioni minime

Imu, secondo atto. Ma solo per alcuni: i proprietari di prime case che hanno scelto di pagare l’imposta in tre rate invece che in due. Il 17 settembre è la scadenza del pagamento della 2a rata dell’acconto. Solo per quest’anno, infatti, e solo per l’Imu relativa all’abitazione principale, si poteva scegliere di pagare in 3 tranche, con le seguenti scadenze:

18 giugno: 30% dell’importo totale, calcolato con l‘aliquota base del 4 per mille;
17 settembre: 30% dell’importo totale (in pratica lo stesso importo della prima rata);
17 dicembre: importo restante, che con buona probabilità sarà più del 40% perché il calcolo verrà fatto con le aliquote effettive che dovranno essere approvate dai comuni entro il 31 ottobre.

Giugno e settembre, versamenti (quasi) gemelli

Quindi chi ha scelto la tripartizione del pagamento ora fa un versamento con il modello F24 uguale a quello di giugno, indicando nella colonna “rateazione/mese rif.” il codice 0202 (anziché 0102).

L’Agenzia delle Entrate ha consentito tuttavia, con la circolare 3/DF/2012, di applicare da subito le aliquote effettive stabilite dai comuni se più favorevoli rispetto all’aliquota base dello 0,4% (i comuni hanno un margine di oscillazione per l’abitazione principale del +/-0,2%, quindi l’aliquota definitiva può variare dallo 0,2 allo 0,6%). In questo caso occorre rifare i calcoli.

Sanzioni ancora modeste per i ritardatari

Chi si fosse dimenticato completamente di pagare la prima rata dell’Imu a giugno ha ancora la possibilità di rimediare con una sanzione abbastanza esigua. Non può più usufruire dei vantaggi previsti dal ravvedimento “sprint” (entro 14 giorni dalla scadenza) o breve (ritardo massimo di 30 giorni) ma rientra nel cosiddetto “ravvedimento lungo“, cioè entro un anno dalla scadenza della prima rata, cioè entro il 18 giugno 2013.

Il ravvedimento lungo prevede una sanzione del 3,75% (cioè 1/8 della sanzione del 30% come prevede la legge) dell’importo dovuto più l’interesse legale per gli effettivi giorni di ritardo. Quindi, supponendo che a giugno si dovesse versare un acconto Imu di 150 euro, alla scadenza di settembre ci si potrebbe mettere in regola versando:

150 + 3,75% = 155,625 euro,

più l’interesse legale (ora al 2,5% annuo) per 91 giorni, cioè:

 2,5% di 150 = 3,75 : 365 x 91 = 0,93 euro.

L’importo da versare sarà quindi di 156,55 euro, arrotondato a 157 euro. Un modesto aumento di 7 euro. (A.D.M.)

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