Imu, proroga del saldo? Grilli dice no. E a dicembre si può pagare anche il doppio

La richiesta di prorogare il saldo Imu a fine dicembre è stata bocciata dal ministro. Con le nuove aliquote gli importi possono raddoppiare. La tabella di calcolo

La suspense sulla possibile proroga del saldo Imu è durata poco. Salvo prossimi ripensamenti, “le scadenze sono quelle previste e restano quelle“. Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia Vittorio Grilli spegnendo sul nascere le speranze di proroga al 31 dicembre, con la tredicesima già in tasca.

La richiesta di una dilazione di 15 giorni era stata fatta dai Caf, centri di assistenza fiscale, allarmata per le “criticità evidenti” nel calcolo e nel pagamento dell’Imu entro la scadenza stabilita del 17 dicembre. I comuni infatti hanno tempo fino al 31 ottobre (inizialmente il termine era il 30 settembre) per fissare le aliquote definitive per il 2012 sulle quali ricalcolare l’imposta a saldo (poiché l’acconto è stato pagato in tutta Italia con le aliquote base). Ci sono poi altri 30 giorni di tempo per pubblicare la delibera.

Insomma, dal momento che la proroga è stata concessa ai comuni, si chiedeva altrettanta “elasticità” per i contribuenti. Ma il ministro è stato netto: “non è possibile spostare la scadenza, altrimenti si mettono a rischio gli obiettivi di deficit”.

La stangata della seconda rata

Così a metà dicembre ci attende un saldo Imu che potrebbe essere ben più alto dell’acconto. Com’è noto, infatti, la prima rata di giugno è stata pagata con le aliquote base del:
4 per mille sulla prima casa,
7,6 per mille sulle seconde case,
Nel definire le aliquote definitive le amministrazioni locali hanno un margine di oscillazione del +/- 0,2% per la prima casa e del +/- 0,3% per le seconde case.

Questo significa che col saldo di dicembre, l’aliquota da applicare potrebbe raggiungere il:
6 per mille sulla prima casa,
10,6 per mille sulle seconde case.
Le nuove aliquote ovviamente andranno applicate non solo al saldo ma all’intero importo annuale dell’Imu, facendo lievitare l’importo da versare anche il doppio dell’acconto.

Un esempio di calcolo

Partendo da un esempio di calcolo già fatto per l’acconto, calcoliamo l’importo della seconda  rata dell’Imu di una prima e seconda casa a Milano, comune che ha approvato le seguenti aliquote definitive:
4 per mille sulla prima casa (invariata, ma solo per le categorie catastali A/2, A/3, A/6 e A/7),
9,6 per mille sulle seconde case date in locazione (con contratto “libero”),
10,6 per mille sulle seconde case sfitte.

A GIUGNO

  1a casa
2a casa
 Valore imponibile € 159.600 € 92.400
 Aliquote Imu base 0,4% 0,76%
  Imu lorda € 638,40 € 702,24
 Detrazioni:
 • prima casa (€ 200)
 • 2 figli a carico (€ 50 x 2)
€ 300
 Imu netta € 338,40 € 702,24
 Acconto (50% arrotondato) € 169 € 351

A DICEMBRE

1a casa 2a casa
affittata
2a casa
sfitta
 Valore imponibile € 159.600 € 92.400 € 92.400
 Aliquote Imu definitive 0,4%
9,6%
1,06%
  Imu lorda € 638,40 € 887,04 € 979,44
 Detrazioni:
 • prima casa (€ 200)
 • 2 figli a carico (€ 50 x 2)
€ 300
 Imu netta € 338,40 € 887,04 € 979,44
 Saldo (= Imu netta – acconto) € 169 € 536 € 628
 Aumento rispetto all’acconto
€ 185 (+ 52,7%)
€ 277 (+78,9%)

Come si vede, a Milano (ma differenze simili sono prevedibili in molte città), mentre per la prima casa la seconda rata resta invariata, per le seconde abitazioni si arriva a sfiorare il raddoppio. (A.D.M.)

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