Letta promette: Imu sospesa per decreto. Resta il dubbio: da azzerare o riformare?

Le polemiche intorno all'imposta sulla casa non accennano a diminuire. Per il momento la rata di giugno è in 'stand by', ma lo scenario non è chiaro: azzeramento tout court dell'imposta, come vuole il Pdl o sua revisione a gettito più o meno invariato?

Silvio Berlusconi avverte nuovamente l’attuale presidente del Consiglio, Enrico Letta: "via l’IMU o togliamo la fiducia".
Il Pdl torna alla carica con lo storico cavallo di battaglia, capace di raccoglie sempre copiosi (e facili) consensi.
Il dibattito intorno all’Imu, che il nuovo gorverno promette di sospendere a giugno con imminente decreto, non sembra destinato ad estinguersi in tempi brevi.
A questo proposito, l’economista Massimo Bordignon scrive su LaVoce.info:
 

"Questo accanimento sull’Imu, in un paese che ha perso 8 punti di Pil in cinque anni e che ha un tasso di disoccupazione giovanile attorno al 40 per cento, lascia francamente basiti. È ovvio che in un paese di proprietari di abitazioni, proporre l’eliminazione dell’imposta susciti consensi diffusi ed entusiasmi bipartisan. Ma si deve tener conto anche delle alternative: dove trovare le risorse per finanziare l’eliminazione dell’imposta, in primo luogo, ma anche chiedersi a quali altri utilizzi, diversi dall’abolizione dell’Imu, si potrebbero destinare quelle stesse risorse."

L’Imu è un balzello particolarmente inviso, rivelatosi molto oneroso per alcune categorie di contribuenti e calcolata a partire da un catasto spesso poco rappresentativo dei valori di mercato delle abitazioni. E’ un’imposta che, come ha appena ribadito il leader del Pdl "tocca il bene più sacro" degli italiani. Un affondo a colpo sicuro in un Paese in cui oltre 7 cittadini su 10 sono proprietari della casa in cui abitano.
Ma dove finisce il populismo e dove invece cominciano le proposte concrete per alleggerire il carico fiscale che grava sui cittadini del Paese più tassato d’Europa (fatta eccezione per i Paesi Scandinavi, ma a fronte di ben diversi servizi e welfare), come è emerso dall’ultimo rapporto Eurostat? Il confine sfuma nelle polemiche di Palazzo, che si susseguono senza fornire indicazioni chiare sulle strategie alternative, per reperire le risorse attualmente garantite dal gettito Imu.

Il ministro per gli Affari regionali (e presidente Anci), Graziano Delrio, smorza i facili entusiami e in una recente intervista su La Stampa spiega che l’abolizione "tout court" dell’Imu sulla prima casa per tutti è un’operazione impossibile perché ci sarebbero "delle conseguenze sulla vita delle persone", significherebbe, ad esempio, "togliere risorse agli asili comunali". 
Di parere contrario il vecepremier Angelino Alfano, che controbatte sicuro su Twitter: "L’Imu sulla prima casa non si pagherà a giugno né più avanti. È un fatto oggettivo su cui non abbiamo alcun dubbio".
Il dibattito è aperto, voi cosa ne pensate?

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