Imu: da tenere, da eliminare, da cambiare. Tutte le proposte in vista delle elezioni. Di’ la tua

L'Imu è il principale terreno di scontro degli aspiranti premier. Chi vuole migliorarla in vari modi e chi vuole abolirla. Ma è possibile? Ecco le proposte in campo

Imu sì, no, ni. L’imposta municipale sulla casa è diventato il campo di battaglia principale di questa campagna elettorale. Non c’è leader politico – o aspirante tale – che non parli di Imu per attaccarla, difenderla o modificarla. Un argomento imprescindibile per presentarsi sul palcoscenico della politica. Da qualunque parte la si guardi è colpa della crisi: le famiglie sono già abbastanza provate dalla crisi per reggere anche una tassa sulla casa in cui abitano. Ma il bilancio dello Stato è troppo a rischio per rinunciare a questa fondamentale fonte di gettito. Proviamo a fare il punto della situazione, precisando alcuni dati di cronaca ed esaminando le diverse proposte.

Un gettito irrinunciabile

Prima precisazione: l’Imu porta all’erario un gettito enorme: 24 miliardi complessivi, di cui 4 dalla prima casa, 11 dalle altre abitazioni e 9 dagli immobili commerciali e industriali. La prima considerazione da fare, più o meno condivisa da tutte le forze politiche, è questa: con un debito pubblico che ha sfondato il tetto dei 2mila miliardi è impensabile rinunciare a questa entrata.

Seconda precisazione: l’Imu non è un’invenzione del governo Monti. E’ stata introdotta nel 2011 dalla legge sul federalismo municipale del precedente governo Berlusconi, che l’aveva prevista con decorrenza 2014. Monti ha deciso – come uno dei rimedi dell’emergenza finanziaria che l’ha portato al governo – di anticiparla al 2011 e di trasferire una parte del suo gettito dai comuni allo Stato.

Le proposte per la campagna elettorale 2013

BERLUSCONI: abolizione per la prima casa. Una delle principali promesse elettorali del Pdl è l’abolizione dell’Imu sulle abitazioni principali (che era stato il suo cavallo di battaglia per l‘Ici anche nella campagna elettorale 2008). Il mancato gettito di 4 miliardi verrebbe compensato da "aggravi di imposta su giochi, scommesse, lotto, tabacchi e alcolici e quindi su beni non di prima necessità". La perplessità sull’efficacia di questa compensazione sta nel fatto che le imposte sui consumi, a differenza di quelle sul patrimonio come l’Imu, hanno una "base imponibile" variabile, cioè l’aumento dell’imposizione produce in genere una contrazione dei consumi, riducendo quindi il gettito fiscale.

MONTI: va mantenuta ma può essere migliorata. Il premier uscente ha sempre difeso l’Imu come il "male minore". Ora afferma che si possono pensare alcuni miglioramenti, soprattutto "una maggiore destinazione ai comuni dei proventi dell’imposta" e un prelievo più equo dato dalla riforma dei valori catastali e dall’attenzione ad alcune categorie di contribuenti come i giovani e gli anziani. Ma Monti dice di non voler illudere gli elettori: la sostanza dell’imposta non può essere cambiata. Per non ritrovarsi di nuovo sull’orlo del default, come un anno e mezzo fa (anche a causa dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa voluta da Berlusconi).

BERSANI: una modifica in senso "progressivo". Anche il Pd è convinto che la promessa di abolizione dell’Imu sia solo una trovata demagogica. Tuttavia l’imposta va modulata in base al reddito del contribuente. In due fasi:
• fase transitoria: franchigia dell’Imu di 500 euro, una soglia che esenterebbe circa il 45% degli italiani. La perdita di gettito di 2,8 miliardi verrebbe compensata con un aumento delle aliquote per le prime case dal valore catastale superiore ai 1,5 milioni.
• a regime: prelievi più mirati dopo la riforma del catasto (come Monti) e aliquote stabilite esclusivamente dai comuni che conoscono la situazioni urbanistiche e gli effettivi valori degli immobili. (A.D.M.)
 

Imu: da tenere, da eliminare, da cambiare. Tutte le proposte in vista ...