Imu, la colonna del federalismo fiscale raddoppia (anche le rate)

L'imposta municipale che sostituirà l'Ici non introduce grandi novità a parte la possibilità di un pagamento in 4 rate anziché 2. Ma viene introdotta anche un'Imu secondaria

Sarà la regina delle imposte locali e sostituirà i principali prelievi comunali e regionali, cioè l’Ici e le addizionali Irpef. Ma per essere uno dei cavalli di battaglia del federalismo fiscale non sembra rivoluzionaria. Rispetto all’attuale Ici, le novità dell’Imu, la nuova imposta municipale in via di definizione in questi giorni, sono limitate alle modalità di pagamento e poco altro.

Nel progetto di legge proposto dal ministro Calderoli spunta invece anche una seconda Imu,  che dovrebbe sostituire un altro blocco di tributi locali. Entrambe le imposte debutteranno nel 2014.

Vediamo in sintesi le caratteristiche della nuova imposta municipale.

Soggetti interessati:

proprietari di immobili o titolari di altri diritti reali (es. usufrutto),
locatari solo in caso di locazione finanziaria (leasing);
concessionari di aree demaniali (es. stabilimenti balneari).

Immobili interessati:

fabbricati (residenziali, commerciali o industriali),
terreni (agricoli o edificabili).

Immobili esclusi:

gli stessi già previsti per l’Ici:
abitazione principale (prima casa) salvo che appartenga alle categoria A1, A8, A9 (edifici di pregio, ville, castelli),
immobili della Chiesa cattolica: non solo i luoghi di culto (come previsto nella prima bozza del decreto) ma anche gli ospedali, le scuole, gli alberghi ecc. (anche con finalità di lucro) appartenenti a organismi religiosi.

Aliquota:

verrà fissata ogni anno dalla legge di stabilità (Finanziaria) e i comuni potranno aumentarla o diminuirla al massimo dello 0,3% (attualmente i comuni possono fissare l’aliquota Ici tra lo 0,4 e lo 0,7% del valore catastale dell’immobile).
Per gli immobili dati in affitto (con regolare registrazione) l’aliquota sarà dimezzata.

Pagamento:
una novità sta nella possibilità di versare l’Imu il quattro rate (anziché le attuali due dell’Ici) e cioè
31 marzo,
16 giugno (questa è anche la data per l’eventuale versamento in unica soluzione),
30 settembre,
16 dicembre.

L’Imu secondaria, apparsa nello schema di decreto, sarà invece un’imposta facoltativa per i comuni in sostituzione di un’altra rosa di tributi locali “minori” quali la Tosap (tassa di occupazione aree pubbliche), tassa per le pubblicità e le affissioni, ecc. In sostanza sarà una tassa per l’utilizzo di aree demaniali. Le aliquote e il regime di applicazione specifico verranno decisi con successivi regolamenti, (A.D.M.)

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