Ciclone Imu, sarà boom di case in vendita? Gli effetti della nuova Ici sul mercato immobiliare

Secondo il Censis l'introduzione della nuova imposta sugli immobili porterà un'emorragia di vendite e un crollo dei prezzi del 20%. Ma non tutti sono d'accordo

L’Imu potrebbe essere lo spillo che fa scoppiare la bolla immobiliare italiana. A fronte della funzione per cui è stata introdotta – far arrivare un bel po’ di soldi nelle esangui casse dello Stato ed “evitare il destino della Grecia“, come ha detto il premier Mario Monti – la nuova imposta rischia di avere due pesanti effetti collaterali: dare una spallata ai bilanci già traballanti delle famiglie e far crollare il valore degli immobili almeno del 20%.

Pessimisti…

E’ l’allarmante previsione dell’osservatorio Censis-Confcommercio sui consumi appena pubblicato. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, Giuseppe Roma, direttore generale dell’istituto di ricerca, ha ammesso che “il 41% delle famiglie dichiara difficoltà a causa dell’aumento delle tasse e delle spese fisse. A giugno erano il 25%. Per questo motivo molti tenderanno a vendere le proprie abitazioni o le seconde case e di conseguenza il valore degli immobili nel corso di quest’anno subirà una contrazione del 20% con punte del 50%“.

“Con l’introduzione dell’Imu – ha continuato Roma – e con il parallelo aumento delle tasse, la situazione è molto peggiorata. Fin quando tutto sommato le famiglie hanno resistito, nessuno ha venduto e i valori hanno tenuto. Ma ora i fattori di trauma sono molteplici: una maggiore quota di reddito assorbita da spese extra-mercato, sta intaccando il risparmio. E poi l’aumento della tassazione con introduzione dell’Imu sulla prima casa e la botta sulle seconde case, con l’incremento del 60% delle rendite, ha peggiorato la situazione. La seconda casa pagava già l’Ici, ma oggi avrà una rivalutazione del 60%. E poi è raddoppiato il numero delle famiglia in forte difficoltà a pagare il mutuo (dal 10,5% nel 2011 al 22,6% del 2012)”.

E in conclusione la profezia: “Ci sono tutte le condizioni perché le famiglie da compratrici possano avere la necessità di vendere. Le previsioni dicono che si potrebbe ritornare ai livelli di prezzo del 2005. Le flessioni di valore maggiori potrebbero essere subite dalle seconde case in località che non tirano più o in zone periferiche o nel Mezzogiorno”.

… e ottimisti

Ma ad altri i quadro non appare così allarmante. Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari, istituto indipendente di ricerca immobiliare, ammette che l’Imu sta riducendo il reddito disponibile delle famiglie “ma questo non significa crollo del mercato immobiliare o dei prezzi, salvo che per gli immobili in cattive condizioni”. “Probabilmente – continua Breglia – ci sarà un leggero incremento dell’offerta di seconde case in località non pregiate. Sicuramente non si avranno cali dei prezzi, se non per piccole percentuali ».

Non sarebbero in pochi tuttavia ad apprezzare un ridimensionamento dei valori immobiliari, oggettivamente gonfiati in alcuni aree del paese. La crisi non è servita ad abbassare i prezzi delle case. Secondo i dati dell’Agenzia del territorio, nel periodo 2004-2008 i valori sono cresciuti del 28% (mentre l’aumento medio dei prezzi nello stesso periodo supera di poco l’11%) e a nel periodo 2008-2011, in piena crisi economica, i prezzi degli immobili si sono mantenuti stabili o in leggera flessione (-3%) nonostante la forte contrazione delle compravendite.

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