L’imposta di scopo si trasforma in un ‘Imu bis’. L’allarme sul balzello che rivede la base imponibile

Dopo la "cura" del Governo, l'imposta di scopo diventa una preziosa cartuccia nelle mani dei Sindaci. Allineata alla nuova base imponibile, inclusa la prima casa, raddoppiata nel tempo... l''Imu bis' allarma molti

Mal di pancia e preoccupazioni per l’imminente stangata dell’Imu  non hanno smesso di affliggere i cittadini, che già serpeggia tra le notizie la voce di un “Imu bis“.
Si tratta in realtà dell’imposta di scopo (o Iscop) per la quale, come ha spiegato il ministero dell’Economia, sono state messe a punto alcune ‘norme di coordinamento’ tra questo tributo, che si calcolava sull’Ici, e l’Imu.
In particolare, il decreto fiscale (Dl 16/2012) che dopo il via libera ottenuto dal Senato attende ora solo la firma del Capo dello Stato per diventare legge a tutti gli effetti, contiene un emendamento che allarma molti.
Nel testo del provvedimento, il Governo si è premurato di allineare l’imposta di scopo alla nuova base imponibile –  la rendita catastale innalzata del 60 per cento – e di estendere il suo campo di applicazione anche alla prima casa.
Ma non è tutto. Stando alle novità contenute nel testo di legge, l’imposta potrà essere applicata per il doppio del tempo (fino a 10 anni e non più, come prima, fino a 5 anni), finanziando il 100% delle opere pubbliche (e non più il 30%).

Fino a oggi l’Iscop non aveva riscosso un grande successo tra i sindaci, tanto che dal 2007 a oggi è stata adottata solo in una ventina di casi. Attualmente l’imposta sopravvive solo a Nocera Terinese (Catanzaro) e a Caserta (dove è stata istituita lo scorso anno), mentre è scaduta o è finita in anticipo in altri 19 Comuni.

Ma il maquillage operato dall’esecutivo potrebbe renderla più appetibile e in tal caso, le differenze per le tasche dei contribuenti non sarebbero di poco conto.
I sindaci mettono le mani avanti: nella Capitale, Gianni Alemanno annuncia che “Roma non farà alcuna Imu-due”. “Chi ha il coraggio di mettere ora un’altra tassa sulla casa? I cittadini ti fanno allo spiedo!”, è il commento del sindaco di Vicenza, Achille Variati (Pd).
Da Nord a Sud, sono state registrate tra i municipi perplessità trasversali agli schieramenti politici, a seguito dell’approvazione dell’emendamento sull’imposta di scopo (firmato dalla deputata del Pdl Elvira Savino). Ma l’Imu bis rimane una preziosa cartuccia nelle mani dei Primi Cittadini, starà a loro decidere se premere il grilletto.

IMPOSTA DI SCOPO – Che cos’è
Le imposte segnate in bilancio, con contabilità separata, per una destinazione determinata sono dette imposte di scopo: talora lo scopo è individuato in relazione a una spesa che, in modo più o meno netto, reca un beneficio a coloro che pagano il tributo. E’ stata introdotta nell’ordinamento tributario italiano nel 2006 e fin dall’anno successivo i comuni italiani hanno avuto la facoltà di istituire questa imposta per contribuire al finanziamento di specifiche opere pubbliche.

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