Immigrati, una risorsa da sei miliardi di euro

I lavoratori stranieri sono diventati un valore economico fondamentale per il Paese. Anche se subiscono maggiormente gli effetti negativi della crisi

Gli immigrati rappresentano un valore economico. Lo dicono i dati del rapporto Caritas Migrantes, oltre che della ricerca della Fondazione Leone Moressa. Il calcolo è stato fatto analizzando il mercato del lavoro, ovvero 2 milioni di lavoratori immigrati (9,1% del totale degli occupati), che portano all’erario circa 6 miliardi di euro, come Irpef (per un reddito dichiarato di 40 miliardi di euro).

In maggioranza sono lavoratori dipendenti (86%), giovani, inquadrati come operai (89,9%), dalla bassa qualifica professionale, nel settore del terziario (51,3%) e in aziende di piccola dimensione (il 53,4% lavora in imprese con meno di 10 persone).

Ma gli immigrati continuano ad essere l’anello debole che maggiormente risente della crisi. Il tasso di disoccupazione è passato dall’8,5% del 2008 all’116% del 2010, i livelli di povertà sono più elevati (37,9% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà) e le retribuzioni sono inferiori di 300 e rispetto ai lavoratori italiani.

Con questi dati non sorprende che le famiglie straniere che dichiarano di avere difficoltà economiche sono il doppio rispetto a quelle italiane (dati 2008): il 24,8% dice di arrivare a fine mese con difficoltà (16,7% le italiane), il 24% è stata in arretrato con il pagamento delle bollette (contro 11,2%), il 58,8% non è in grado di sostenere una spesa imprevista di 750 euro e (contro il 30,2%) e il 52,6% non può permettersi nemmeno una settimana di ferie (contro 38,6%).

Immigrati, una risorsa da sei miliardi di euro
Immigrati, una risorsa da sei miliardi di euro