Il massacro del ceto medio: metà Irpef pesa sul 10% dei contribuenti

Il 10% degli italiani garantisce da solo il 50% dell'intero gettito Irpef

Le famiglie del ceto medio italiano sono le più tartassate dal fisco. A ribadirlo sono i dati raccolti e rielaborati dal ministero dell’Economia e pubblicati dal Corriere della Sera in base alle dichiarazioni dei redditi del 2012 sull’imponibile del 2011. Ne risulta che più delle metà dell’Irpef pagata in un anno pesa sulle spalle di 4 milioni di lavoratori, pensionati e imprenditori che guadagnano circa 2mila euro netti al mese.
 
IL PESO DELL’IRPEF – In Italia sono 41,3 milioni i contribuenti soggetti all’Irpef. Si consideri che se l’Imu sulla prima casa, vero e proprio tormentone degli ultimi mesi, toglieva dalle tasche dei proprietari 4 miliardi e mezzo di euro l’anno, l’Irpef ne ha sottratti ben 152,2, ai quali vanno aggiunti 14,4 miliardi di addizionali regionali e comunali. Totale: 166,6 miliardi, 37 volte il gettito dell’Imu prima casa.
 
LE ALIQUOTE – Tolti i 9,8 milioni che non pagano nulla (perchè dentro la ‘no tax area’ o perchè in grado di annullare l’imposta con le detrazioni), a versare i 152,2 miliardi di euro di Irpef nazionale sono 31 milioni e mezzo di contribuenti, in base a 5 aliquote: il 23% sui redditi fino a 15 mila euro lordi, il 27% tra 15 mila e 28 mila, il 38% tra 28 mila e 55 mila euro, il 41% fra 55 mila e 75 mila, il 43% oltre 75 mila euro.
 
LA SUDDIVISIONE – Che l’81,5% dell’Irpef, cioè 124 miliardi di euro, sia pagato da lavoratori dipendenti (per 85 miliardi) e pensionati (per 39 miliardi) è abbastanza noto. E’ però la progressività del sistema a creare evidenti disuguaglianze. Si consideri chi ha un lordo annuo superiore a 35.601 euro, ovvero circa 2 mila euro netti al mese. Si tratta di 4,1 milioni di contribuenti, cioè il 10% del totale. Che ha versato però il 51,7% di tutta l’Irpef nazionale, ovvero 78,7 miliardi. L’altra metà se la suddividono 27 milioni e mezzo di contribuenti, cioè il 90% di coloro che pagano l’Irpef.
 
IL CASO ECLATANTE – Il caso più eclatante riguarda la fascia di coloro che stanno tra 2.000 e 2.600 euro netti al mese: si tratta di circa 2 milioni di contribuenti, cioè il 5% del totale, e hanno assicurato un gettito di 20,2 miliardi, ovvero il 13,2% di tutta l’Irpef, sborsando in media 9.800 euro a testa. Si tratta certo di una minoranza, ma sono anche quelli più oppressi da un fisco che stritola sempre più il ceto medio. Un ceto sul quale, più che altrove, si scaricano anche gli altri prelievi: non solo le stesse addizionali Irpef regionali e comunali, ma anche i contributi sociali, l’Imu, le ritenute su risparmi e investimenti, le accise sui carburanti, l’Iva sulle bollette e sui consumi in genere, il canone tv (per chi lo paga), le imposte sulla Rc auto.

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