Il fisco premia chi investe in ricerca e sviluppo

Cumulabili crediti d'imposta e incentivi Ue

(Teleborsa) La rivoluzione (industriale) è (quasi) servita. In una economia che vuole e deve darsi una spinta, ancora nel bel mezzo della crisi che continua a strapazzarla,  la rotta da seguire è una sola ed è quella che porta all’innovazione. Parola d’ordine? Viaggiare sempre più al passo coi tempi e nella direzione di un continuo rinnovamento per tornare ad essere competitivi nel mondo.

 Ricerca e sviluppo, perciò, due concetti chiave.
In quest’ottica lo scorso ottobre era stato presentato Il Piano Nazionale Industria 4.0, tappa fondamentale nel cammino per il rilancio della crescita e dell’innovazione nel nostro Paese per ribattere, colpo su colpo, alla crisi. Necessario, dunque, investire in risorse su direttive fondamentali come ricerca, innovazione, investimenti e produttività.
Anche il fisco, perciò, pronto a premiare le aziende che investono in ricerca e sviluppo.
Molte le novità già introdotte dalla Legge di Bilancio con  il credito d’imposta ricerca e sviluppo non solo confermato ma raddoppiato: aliquota al 50% per tutte le spese, a differenza delle disposizioni in vigore al 2016 che prevedevano il 25% di credito d’imposta per l’ammortamento di investimenti strumentali e del 50% per l’assunzione di personale qualificato.

Oggi arriva un’altra buona notizia: Spazio alla cumulabilità del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo con i contributi comunitari concessi per gli stessi investimenti. In una risoluzione l’Agenzia delle entrate dà chiarimenti “sulla fruibilità dell’agevolazione per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo e delle sovvenzioni erogate dall’Unione Europea, specificando le modalità di calcolo per verificare gli importi in relazione ai quali è possibile beneficiare del credito”.

“L’esistenza del cumulo – spiega ancora nel dettaglio l’agenzia fiscale – va verificata solo sui costi ammissibili a entrambe le discipline agevolative: l’importo del credito d’imposta teoricamente spettante, sommato con i contributi comunitari riferibili ai costi eleggibili al credito, non deve risultare superiore ai costi ammissibili di competenza del periodo di imposta per il quale si intende accedere all’agevolazione”. Questo per accertare che, “a seguito del cumulo degli incentivi, le spese relative agli investimenti ammissibili non risultino coperte oltre il limite massimo, rappresentato dal 100% del loro ammontare”.

Il fisco premia chi investe in ricerca e sviluppo
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