Il Dl sul rientro dei capitali è legge. Sì alla tassa sui cellulari

La 'voluntary disclosure' sui soldi all'estero entrerà invece in un altro provvedimento ad hoc

Con 164 voti a favore, 1 voto contrario e 33 astenuti l’assemblea del Senato ha approvato in via definitiva il ddl di conversione del decreto legge noto come "per il rientro dei capitali". Anche se in effetti il rientro di capitali non c’è affatto, giacchè la Camera ha soppresso le norme relative alla voluntary disclosure per farle confluire in un provvedimento specifico. Ci sono invece altre misure, a partire dalla conferma dell’applicazione della tassa di concessione governativa ai contratti di abbonamenti per la telefonia cellulare.
 
NIENTE VOLUNTARY DISCLOSURE – Come detto è uscita dal decreto la voce più importante, tanto da dargli il nome; la voluntary disclosure, ossia la procedura di collaborazione volontaria finalizzata a consentire l’emersione di capitali e investimenti non dichiarati detenuti all’estero ed il loro eventuale rientro in Italia, verrà inserita in un prossimo provvedimento ad hoc. Sono ovviamente fatti salvi gli atti ed i provvedimenti adottati, gli effetti ed i rapporti giuridici sorti nel breve periodo di vita della procedura volontaria di “ufficializzazione” dei capitali esteri.
 
LA TASSA SUI CELLULARI – Viene invece confermata la norma interpretativa già contenuta nel decreto legge che prevede l’applicabilità della tassa di concessione governativa ai contratti di abbonamento per la telefonia cellulare. L’intervento sulla tassa di concessione governativa sulla telefonia cellulare dirime una lunga controversia giudiziaria che ha visto esprimersi con pareri altalenanti varie commissioni tributarie e, per ultima, anche la Corte di Cassazione. In particolare, per lo Stato il mancato pagamento della tassa sarebbe potuta costare caro: secondo alcune stime fino a 3,5 miliardi.
 
GLI AIUTI ALLE ZONE ALLUVIONATE – Ma una delle parti più attese del dl è quella che riguarda le calamità naturali in zone particolarmente colpite come il Veneto e l’Emilia Romagna e il trattamento economico accessorio per chi è impiegato nella Protezione civile. L’articolo 3, proprio in relazione alle alluvioni che ci sono state a Modena e in Veneto, dispone che si sospendano i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari e contributivi che scadono tra il 17 gennaio e il 31 ottobre 2014. E si fa riferimento anche all’ alluvione del novembre 2013 in Sardegna. Si stabilisce quindi una proroga biennale per la restituzione dei finanziamenti contratti a seguito del sisma del maggio 2012. In Aula, sono state criticate l’abrogazione dell’articolo sul rientro dei capitali e le coperture che riducono fondi sociali. Ed è stato apprezzato il sostegno alle aree danneggiate dal maltempo. Tutti gli emendamenti sono stati respinti. E’ stato accolto, infine, tra gli altri, un ordine del giorno del Pd che impegna a ripristinare le dotazioni del Fondo nazionale delle politiche sociali ridotte proprio dal decreto.
 
LE ALTRE MISURE – Tra le norme rimaste nel decreto da ricordare quelle che abrogano le norme della legge di stabilità 2013 che prevedevano il taglio lineare delle detrazioni Irpef del 19% incaso di mancata attuazione di provvedimento di realizzazione delle detrazioni.
La copertura delle mancate entrate (488 milioni di euro per il 2014, 772 mln per il 2015, 564 mln per il 2016) rientra nella spending review. Ancora, approvato il differimento al 16 maggio il termine per il pagamento premie contributi Inail; l’applicazione della tassa di concessione governativa ai contratti di abbonamenti per la telefonia cellulare.
Una norma esclude l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero per importi non superiori a 10 mila euro nel periodo di imposta. Nello stesso provvedimento figura una serie di misure per l’intervento in aree colpite da calmità naturali.

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