ICS al posto di Imu e Tares. Le ipotesi sulla nuova tassa ‘incognita’

L'Imposta Casa e Servizi potrebbe sostituire Imu, Tares, imposta di registro e addizionale comunale Irpef. Abolizione dell'Imu, fondi per la Cig e cancellazione aumento Iva: copertura da 6 miliardi cercasi

L’ICS sostituirà l’IMU? Per il momento, la risposta è un’incognita, proprio come quella evocata dalla sigla che rappresenterebbe la nuova Imposta Casa e Servizi, altrimenti detta "tassa X".
Mentre si attende il decreto promesso che sospenderà la rata Imu di giugno (solo per le abitazioni principali), un gruppo di esperti sotto l’egida del premier Enrico Letta starebbe già lavorando al riordino della tassazione sulla casa.
 

L’ipotesi emersa nelle ultime ore potrebbe portare alla cancellazione dell’Imu… a fronte della creazione di un nuovo balzello, denominato ICS, destinato ad assorbire Imposta sugli immobili, Tares, imposta di registro e addizionale comunale Irpef. Chiodo scaccia chiodo.
La nuova imposta avrebbe sempre come base imponibile la rendita catastale ma nel calcolo complessivo terrà conto dell’entità del nucleo familiare e del reddito da questo percepito, della tipologia di immobile e della sua ubicazione, ponendo rimedio alle incongruenze generate dall’attuale calcolo Imu.
La nuova imposta sarebbe dovuta in quota minore anche dagli affittuari, che dovrebbero versare la parte che copre i costi dello smaltimento rifiuti e quella legata ai così detti servizi indivisibili, come illuminazione e sicurezza stradale, altrimenti convogliati nella Tares.
Ma l’ICS nascerebbe già su una strada in salita, dal momento che, come scrive Paolo Russo su La Stampa "con la cancellazione di ben 3,9 miliardi di addizionali comunali Irpef finirebbe per alleviare più i lavoratori dipendenti che non i proprietari di prima casa", col rischio di perdere il sostegno del PdL.
 

In alternativa, rimane ancora aperta la via della revisione dell’imposta municipale unica, che andrebbe incontro comunque a modifiche sostanziali. Si parla di l’innalzamento della soglia (franchigia) sotto la quale non si paga l’Imu per la prima casa dagli attuali 200 euro a 500 euro. Lo sgravio andrebbe probabilmente a pesare sul conto delle seconde abitazioni, in particolare i beni immobili extralusso, con valore catastale superiore a un milione e mezzo di euro.

Nonostante i ripetuti "avvertimenti" del PdL, la cancellazione tout court dell’Imu prima casa, favorito cavallo di battaglia pre-elettorale, appare come un’ipotesi quanto mai improbabile.
Anche perché, oltre ai 2 miliardi di copertura richiesti da questo intervento (solo per l’acconto di giugno), si aggiunge la prioprità di evitare l’aumento di un punto dell’Iva a partire dal primo luglio altri 2 miliardi e la necessità di stanziare almeno 1 miliardo per la Cig.
 

Last but not least, le stelle di Bruxelles, che il 29 maggio dovrà decidere se chiudere la procedura di infrazione contro l’Italia per disavanzo eccessivo, non starebbero a guardare.

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