Ici, verso un’intesa fra Chiesa cattolica e governo italiano

Esclusi chiese, oratori e ogni edificio adibito a fini assistenziali. Si pagherà, invece, per le abitazioni usate per scopi commerciali

L’esecutivo italiano e la Chiesa cattolica in queste settimane si sono incontrati per trovare un’intesa sul pagamento dell’Ici. Con tutta probabilità presto saranno approvate nuove regole per definire i termini dei nuovi oneri tributari.

Sicuramente però non verranno rivisti i trattati che riguardano il Vaticano, né gli edifici che gli sono stati assegnati dai Patti Lateranensi. Inoltre parrocchie, oratori e tutte le strutture a valore sociale e assistenziale non pagheranno l’imposta.

Discorso diverso invece, per gli edifici adibiti a fini commerciali. E infatti l’accordo si dovrebbe basare sul criterio della percentuale dell’immobile da pagare in quanto adibita a usi commerciali e di profitto. Le difficoltà pratiche per l’applicazione delle nuove regole non saranno poche, non ultima quella degli estimi catastali da attribuire a strutture che prima non rientravano in alcuna categoria. Per questo i Comuni italiani, in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana, sono stati già attivati per elaborare un censimento di tutti gli immobili ecclesiastici che potrebbero essere sottoposti all’Ici-Imu.

Ici, verso un’intesa fra Chiesa cattolica e governo italiano