La banca dei poveri sbarca in Italia – E’ la storica Grameen Bank, l’organizzazione che ha prestato denaro a 8 milioni di poveri nel mondo. Un aiuto anche per la crisi nostrana

E' la storica Grameen Bank, l'organizzazione che ha prestato denaro a 8 milioni di poveri nel mondo. Un aiuto anche per la crisi nostrana


Un’ottima notizia o il segno inquietante della crisi dilagante? L’arrivo in Italia della Grameen Bank, la “banca dei poveri“, può esser visto in entrambi i modi. Stiamo parlando della madre della finanza etica e del microcredito, la banca fondata dal premio Nobel per la Pace bengalese Muhammad Yunus per dare una speranza ai più poveri. Dal 1976 l’istituto concede microprestiti ai soggetti che per le loro condizioni economiche non potrebbero rilasciare garanzie di alcun genere e quindi non avrebbero accesso al circuito del credito ordinario.

Italia come il Bangladesh

Ora Yunus e la sua banca sbarcano nel nostro paese in collaborazione con Unicredit e l’Università di Bologna. Il progetto – annunciato dallo stesso Yunus a una convegno presso la Fondazione Cariplo dal titolo significativo: “Un mondo senza povertà” – dovrebbe prendere il via entro l’anno. “Non sarebbe proprio una vera banca ma un organizzazione di prestito”, ha spiegato. “Sarà un progetto che porterà credito a quelle persone che non possono averlo dalle banche tradizionali, se non dagli strozzini. Ci rivolgeremo a queste persone dando denaro a tassi di interessi molto bassi per garantire loro la possibilità di avere un lavoro indipendente, autogestito”.

Con i suoi 8 milioni di clienti e i suoi 7,59 miliardi di dollari di prestiti erogati finora, ha tutta l’aria di una promessa che può essere mantenuta. D’altronde la banca dei poveri opera già nel cuore del mondo occidentale, gli Stati Uniti, con due sedi, a New York e Dallas. L’Italia invece è il paese scelto per il il debutto europeo.

La rivincita dei poveri

Yunus non è (solo) un benefattore. E’ un uomo d’affari che ha puntato su un’idea che a tutti sembrava assurda. E ha avuto successo. E ora si prende le sue rivincite. “Anni fa – ha ricordato – quando ho cominciato a dare credito alle povere donne del Bangladesh ricordo che le banche mi hanno detto che non potevano aiutarmi perché i poveri erano soggetti non solvibili. Oggi il microcredito, che opera senza garanzie, senza avvocati, funziona benissimo in tutto il mondo e la restituzione dei prestiti è elevatissima, quasi al 100%. Sono invece le grandi banche che non riescono a farsi ripagare i debiti. Oggi è il momento giusto per chiedersi: chi è veramente solvibile? E le prove sono decisamente a favore dei poveri”.

Prestiti tra persone

Sull’onda del successo della Grameen Bank sono nati altri circuiti di microcredito, sostenuti anche dalla rete, come Zopa, Kiva, o Microplace. Si chiama social lending e offre buone opportunità sia a chi è alla ricerca di un prestito sia a chi ha della liquidità da investire. Il tutto fondato sulle persone. Nel mondo della finanza virtuale e impazzita sono le idee semplici a farsi strada (A.D.M.)

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