Gruppi d’acquisto, la Finanziaria li difende – Fare la spesa in gruppo non è un’attività commerciale. Lo dice la legge per prevenire le mire del fisco sui Gas

Fare la spesa in gruppo non è un'attività commerciale. Lo dice la legge per prevenire le mire del fisco sui Gas

Fino a qualche anno fa non li conosceva nessuno, salvo i loro aderenti. Una realtà nata col passaparola, sui pianerottoli dei condomìni, davanti alle scuole dei figli o nei giardini sotto casa. Ma non ci è voluto molto per uscire dalla “clandestinità”. Ormai i Gas, i gruppi di acquisto solidale, sono una realtà diffusa, consolidata e collegata in rete. Ancora una nicchia, forse, ma sempre più interessante per i produttori. E anche più visibile al fisco.

Così visibile che nella Finanziaria 2008 ci si è preoccupati di inseririli. Ma questa volta non per tassarli bensì per proteggerli da eventuali future pretese fiscali. Proprio così: la manovra di fine anno stabilisce nero su bianco che cosa sono i gruppi di acquisto e soprattutto che cosa non sono: non sono soggetti commerciali e pertanto non devono essere tassati come tali.

Il Gas in sintesi

L’idea del gruppo d’acquisto nasce con finalità principalmente economiche: risparmiare comprando grossi quantitativi. In pratica la regola del grossista applicata al consumatore finale. Per farlo è sufficiente che più famiglie si mettano insieme e vadano “alla fonte”, cioè si rivolgano direttamente ai produttori saltando i passaggi intermedi e mettendo sul piatto della trattativa il loro peso di clienti “collettivi”. Se gli ordini sono consistenti, è poi il fornitore stesso a consegnare la merce.

Col tempo si è aggiunta la “s” di solidale: non più soltanto la spinta del risparmio economico ma anche una scelta di consumo alternativo: a sostegno dei piccoli produttori, dell’agricoltura biologica ed ecocompatibile, del commercio equo. Perché consumando meglio si può vivere meglio, tutti.


Il riconoscimento ufficiale

Un paio di commi degli oltre mille contenuti nella legge finanziaria per il 2008 sono dedicati proprio ai gruppi d’acquisto. Pochi ma significativi perché ne sanciscono la nascita ufficiale: per la prima volta una legge si occupa di loro. Fino a oggi si è sempre trattato di gruppi spontanei di persone o al più di associazioni che tra le loro attività avevavo anche la spesa collettiva. Il rischio era che questi acquisti potessero essere considerati attività commerciali e quindi assoggettati all’Iva e all’imposta sui redditi. Ma la legge parla chiaro: i gruppi di acquisto sono soggetti associativi

  • senza scopo di lucro
  • costituiti per svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi,
  • senza alcun ricarico,
  • esclusivamente agli aderenti,
  • con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale, in diretta attuazione degli scopi istituzionali.

Sono questi i requisiti essenziali per stabilire che non si tratta di attività commerciale. Dunque niente codice fiscale né partita Iva e nessuna imposta diretta o indiretta perché, non essendoci un ricarico, non c’è produzione di reddito. I Gas sono trattati a tutti gli effetti come consumatori finali e i loro fornitori avranno i comuni obblighi fiscali (ad esempio di emissione dello scontrino) che già sussistono nei confronti degli altri clienti. (A.D.M.)

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