Federalismo fiscale, 13 miliardi per il Sud

La cifra stimata per il solo fabbisogno sanitario. E si pensa anche a modelli di perequazione finanziati dalle Regioni


Elezioni archiviate, si ritorna a parlare di federalismo fiscale. E riemerge anche un punto nodale da risolvere: a quanto dovrà ammontare il fondo perequativo per garantire al Meridione di potersi allineare ai nastri di partenza con le altre Regioni?

Qualche cifra in realtà è già pronta: l’ipotesi di partenza parla, per il solo fabbisogno sanitario, di un fondo perequativo pari a 13 miliardi, più un costo di circa 1-2 miliardi targato Irpef.

Lo stesso prossimo premier, Silvio Berlusconi, ha parlato di federalismo che dovrà avere un “profilo solidale”, mentre si fa anche strada l’ipotesi di varare modelli di perequazione nazionale finanziati dalle Regioni da affiancare a quello disciplinato dallo Stato.

Come base si partirebbe dal dossier messo a punto alla fine del 2005 dall’Alta Commissione sul federalismo fiscale, presieduta da Giuseppe Vitaletti per arrivare a colmare il vuoto normativo determinato dalla mancata applicazione del nuovo Titolo V della Costituzione, nella parte in cui si stabilisce che i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni “hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa”, stabiliscono e applicano “tributi ed entrate proprie” e dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali “riferibili al loro territorio”.

Il lavoro della commissione Vitaletti può costituire una base di partenza, soprattutto laddove prevede una stretta correlazione tra il prelievo fiscale e il beneficio connesso alle funzioni esercitate. I tributi propri non potranno rappresentare la principale fonte della finanza regionale, “che dovrà essere costituita in gran parte da compartecipazioni”.

Il tutto in ossequio a una recente sentenza della Corte Costituzionale, la n.37 del 2004, secondo cui  la disciplina transitoria dovrà consentire l’ordinato passaggio dall’attuale sistema, caratterizzato dalla permanenza di una finanza regionale e locale, a una disciplina statale unitaria di tutti i tributi.

I tributi propri regionali (trannel’Irap, che rientra nella competenza statale) dovranno essere istituiti con legge regionale, mentre il fondo perequativo, in ossequio all’articolo 119 della Costituzione (terzo comma), dovrà essere fissato con legge dello Stato “senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante”.

Nella scorsa legislatura un referendum ha bocciato la devolution proposta dal centro destra, e il disegno di legge approvato dal governo Prodi il 1° agosto 2007 è rimasto fermo alla Camera fino allo scioglimento anticipato del Parlamento. Ora con il cambio di maggioranza e il nuovo governo Berlusconi pronto a insediarsi, si comincerà da capo.

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