Fondi Ue, l’Italia rischia di perdere 10 miliardi di euro – I finanziamenti non utilizzati dalle Regioni presto torneranno nelle casse di Bruxelles

I finanziamenti non utilizzati dalle Regioni presto torneranno nelle casse di Bruxelles

 

L’Italia rischia di perdere quasi 10 miliardi di fondi europei per l’incapacità di spenderli. E il tempo sta per scadere: entro la fine di giugno. In caso contrario i soldi resteranno nelle casse di Bruxelles. A fare i calcoli è stato l’Eurispes, l’istituto di ricerca guidato dal prof. Gian Maria Fara.

Ecco i numeri. Secondo l’Eurispes nel 2007 sono state accreditate al nostro paese 10,3 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi destinati prevalentemente a programmi operativi regionali. Di questi, il 45,5% (circa 2 miliardi) è andato a Campania, Puglia e Calabria (rispettivamente 940, 498 e 250 milioni di euro). Le isole hanno ricevuto oltre 1 miliardo (71% alla Sicilia e 29% alla Sardegna). Complessivamente, il Mezzogiorno ha ricevuto oltre 3 miliardi, contro gli 870 milioni del Nord e i 355 milioni del Centro.

Il problema è che questa marea di soldi non viene utilizzata. Dei finanziamenti ricevuti nel biennio 2006-2007, le regioni del Mezzogiorno rischiano, a detta dell’Eurispes, di perdere circa 9,3 miliardi di euro “a causa dell’incapacità di attivare le procedure adeguate in un apparato estremamente burocratizzato come il nostro, della scarsa propensione a fare rete tra gli enti locali, della mancanza di una diffusa informazione presso i cittadini sull’esistenza dei fondi comunitari, dei mille cavilli tra i quali gli stessi fruitori dei finanziamenti devono districarsi”.
Con un rischio. Quello del “disimpegno automatico“, ovvero la sottrazione dei finanziamenti non spesi. La data è stata prorogata dal 31 dicembre 2008 al 30 giugno 2009, ma con scarsi risultati. Il tempo stringe e le regioni dovrebbero organizzarsi e darsi da fare per non perdere i fondi.

Si tratta di una cifra, osserva Fara, che “da sola coprirebbe una Finanziaria e che fa dell’Italia il paese meno virtuoso dell’Ue in questo settore. L’affannosa ricerca di risorse e le ipotesi più disparate per affrontare la crisi economica che contraddistinguono il lavoro delle forze politiche degli ultimi mesi – suggerisce il presidente di Eurispes – potrebbero dunque trovare maggiore riscontro, e più senso, se incanalate verso la risoluzione di un così evidente spreco, indirizzando energie e mezzi per ovviare a questa distrazione tutta italiana”.

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