Recessione, in apnea ancora per due anni

La crisi non finirà quest'anno. Il Fmi corregge le previsioni e annuncia una crescita negativa anche per il 2010


Non bastassero a toglierci il sonno gli allarmi degli economisti, le borse impazzite, i dati statistici sulla produzione in picchiata e i provvedimenti anti-crisi di tutti i governi, arriva ora anche l’autorevole voce del Fondo Monetario Internazionale a dirci che ci aspettano tempi duri. Non sarà sufficiente aspettare la fine di quest’anno per uscire dal guado della più grande recessione globale dopo quella del ’29: la crescita negativa durerà anche tutto il 2010.

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Il mondo a crescita (quasi) zero

La situazione economica internazionale ha portato il Fmi a correggere le stime del World Economic Outlook, il documento che offre periodicamente delle previsioni sugli andamenti economici mondiali e dei singoli paesi. E le correzioni sono al ribasso: secondo gli economisti del Fondo, la crescita mondiale si attesterà quest’anno a +0,5% contro il +3% previsto nell’ottobre scorso, “il livello più basso dalla seconda guerra mondiale“. E passerà al +3% nel 2010 mentre quattro mesi fa si parlava del +4,2%.

Si tratta ovviamente di medie tra gli andamenti delle diverse economie nazionali. E come tutte le medie tendono a nascondere le situazioni peggiori. Quindi se si considera che queste stime racchiudono anche la crescita economica di paesi emergenti come la Cina o l’India – che rivedono sì al ribasso le loro previsioni, ma passando dal +9 al +6-7%, una situazione di “crisi” in cui noi ci leccheremmo le dita – non è difficile immaginare la situazione in cui languono le cosiddette economie avanzate.

Italia, due punti in più di recessione

E’ il caso del nostro paese che vede assottigliarsi le speranze anche per il 2010. Ma il taglio drastico delle aspettative da parte del Fmi riguarda l’anno in corso: per il 2009 è prevista una crescita negativa addirittura del -2,1%, contro il -0,2% stimato a ottobre. Il segno negativo rimarrà anche nel prossimo anno: -0,1% contro la stima precedente del +0,3%.

Quest’anno restiamo sotto la media di dell’area euro (-2,0%) e avremo una performance peggiore di quella francese (-1,9%) e spagnola (-1,7%), ma migliore di quella tedesca (-2,5%).

Puntare su misure di lungo periodo

“Per avere successo – affermano gli economisti di Washington – le nuove misure dovranno portare alla luce in modo credibile le perdite sui prestiti, selezionare le società finanziarie in base alla loro solidità di medio periodo e fornire supporto pubblico a istituzioni solide tramite iniezioni di capitale”. Ma è fondamentale che le misure economiche dei governi prevedano “strategie che assicurino la sostenibilità nel lungo periodo“. (A.D.M.)

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