Fisco: stop ad aumento benzina, proroga per la voluntary disclosure

Il termine per l’adesione alla procedura di collaborazione volontaria per la regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero slitta dal 30 settembre al 30 novembre

Il termine per l’adesione alla procedura di collaborazione volontaria per la regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero slitta dal 30 settembre al 30 novembre. Per l’integrazione dell’istanza e la documentazione, invece, si avranno a disposizione ulteriori trenta giorni, fino al 30 dicembre.
La misura, contenuta in un decreto legge varato dal Consiglio dei ministri, è stata presa, considerato l’elevato numero di richieste in corso, allo scopo di riconoscere più tempo per “recuperare” i necessari documenti, operazione che, tra l’altro, implica il coinvolgimento di soggetti esteri.
Anche chi ha già presentato l’istanza entro la data di entrata in vigore del decreto legge, potrà produrre la relativa documentazione entro il 30 dicembre.
Con lo stesso provvedimento il governo ha stoppato gli aumenti della accise sulla benzina che sarebbero scattati dal primo ottobre dopo la bocciatura della Ue al ‘reverse charge’ per l’Iva nel settore della grande distribuzione. Saranno proprio i proventi della ‘voluntary disclosure’ a coprire il buco nei conti da 728 milioni che si è aperto dopo lo stop di Bruxelles al meccanismo di inversione contabile Iva.

Inizialmente l’esame del provvedimento era atteso per venerdì scorso, ma il testo che era stato concepito in un primo tempo come un ‘decreto omnibus’ rischiava di essere bloccato dal Capo dello Stato Sergio Matterella. Il governo si è preso qualche giorno di tempo per un approfondimento delle norme e un miglior coordinamento del testo che è stato spacchettato in due decreti: uno con la proroga della ‘voluntary disclosure’ e la neutralizzazione della clausola di salvaguardia sulle accise sui carburanti e un altro con ‘disposizioni urgenti in materia economico-sociale e per interventi urgenti sul territorio’. Fanno parte di quest’ultimo decreto anche misure a favore delle aziende in amministrazione straordinaria (si concede la prossibilità di prorogare i tempi del programma di ristrutturazione per evitare il fallimento automatico dell’azienda), interventi per il decoro delle scuole e per i Comuni e per le Province di Piacenza e Parma colpite dall’alluvione del 13 e 14 settembre scorso. Ora i contribuenti avranno due mesi di tempo in più per aderire al programma con possibilità di chiudere definitivamente la pratica entro tre mesi. Ancora non ci sono stime ufficiali sul gettito atteso ma visto il boom di richieste di adesione anche la stima ufficiosa di 3 miliardi potrebbe essere di gran lunga superata con grande sollievo per le casse pubbliche. Al momento le uniche risorse contabilizzate nel Def ammontano a 671 milioni.

Tornando alla clausola di salvaguardia che prevedeva l’aumento delle accise sulla benzina, nella scorsa legge di stabilità il governo aveva inserito due meccanismi di inversione contabile Iva con l`obiettivo di contrastare le frodi e l`evasione fiscale: il reverse charge e lo split payment. Due meccanismi che insieme valevano circa 1,7 miliardi e dovevano essere sottoposti al via libera di Bruxelles. Proprio per mettere i conti pubblici al riparo da eventuali bocciature dall’Europa, l’esecutivo aveva introdotto la clausola che prevedeva l’aumento delle accise a partire dal primo luglio 2015.
Lo scorso maggio la Ue ha però bocciato il ‘reverse charge’ (salvando invece lo split payment) e creando un buco nei conti di 728 milioni. Il governo per scongiurare l’aumento della benzina da luglio è intervenuto rimandando con il dl enti locali l’entrata in vigore della clausola di tre mesi, dal 30 giugno al 30 settembre. Clausola che adesso è stata cancellata grazie al gettito atteso dalla ‘voluntary disclosure’.

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