Fisco, nel 2019 reddito medio contribuenti sale a 21.800 euro

(Teleborsa) – Nel 2020 sono stati dichiarati al Fisco redditi per un valore di oltre 884 miliardi di euro, con un aumento di 4,5 miliardi (+0,5%) rispetto all’anno precedente. Sono 41,5 milioni i contribuenti che, nel 2020, hanno assolto l’obbligo della dichiarazione dei redditi, con un aumento di oltre 153.000 soggetti (+0,4%) rispetto all’anno precedente: 22 milioni di persone hanno utilizzato il modello 730 (+800mila), 9,1 milioni il modello Redditi Persone Fisiche ed i restanti 10,4 milioni il modello CU compilato dal sostituto d’imposta.

E’ quanto emerge dal rapporto del MEF sulle dichiarazioni dei redditi 2020, riferite all’anno d’imposta 2019. I redditi da lavoro dipendente e da pensione rappresentano circa l’83% del reddito complessivo dichiarato, nello specifico, il reddito da pensione rappresenta il 30% del totale del reddito complessivo.

Il reddito medio è 21.800 euro

Il reddito medio dichiarato è pari a 21.800 euro (+0,6%). L’analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (25.780 euro), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (24.970 euro), mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso (15.600 euro). Anche nel 2019, quindi, rimane cospicua la distanza tra il reddito medio delle regioni centro-settentrionali e quello delle regioni meridionali.

Quest’anno, il rapporto offre informazioni più dettagliate banche sui comuni di grandi dimensioni, le Citta Metropolitane: a Roma il reddito medio più elevato è pari a 68.264 euro (nei quartieri Parioli-Trieste-Flaminio) e quello più basso a 16.298 euro (Acilia-Ostia-Fiumicino). Ancora più marcate le differenze nel Comune di Milano, dove nei quartieri con il reddito più elevato la media è pari a 100.489 euro, mentre in quelli con reddito più basso è pari a 18.925 euro. Nel Comune di Napoli le aree con reddito più elevato hanno un valore medio di 47.316 quelle con reddito più basso 13.462 euro.

Guardando alle tipologie di reddito dichiarate, il reddito medio più elevato è quello da lavoro autonomo, pari a 57.970 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori (titolari di ditte individuali) è pari a 22.373 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 21.060 euro, quello dei pensionati a 18.290 euro. Infine, il reddito medio da partecipazione in società di persone ed assimilate risulta di 18.270 euro.

Crescono redditi autonomi e pensionati

Crescono in misura molto significativa i redditi medi da lavoro autonomo (+25,4%) e, anche se in misura meno marcata, i redditi medi d’impresa (+6,8%). Un trend che è stato condizionato dal cambio dei criteri per l’accesso al regime forfettario, soggetto a tassazione sostitutiva del 15%, che ha registrato 707 mila nuove adesioni.

Si mantengono invece sostanzialmente stabili i valori medi del reddito da partecipazione (+0,8%).

Il reddito medio da pensione mostra una crescita del 2,4%, confermando il trend degli anni precedenti, a fronte di un aumento del numero di pensionati (oltre 18.500 soggetti in più, +0,1%), effetto dei pensionamenti con Quota 100″.

Risulta in crescita anche il reddito medio da lavoro dipendente (+1,1%), confermando il trend registrato nell’anno precedente. In tale ambito, va evidenziato l’aumento del numero di lavoratori con contratti a tempo indeterminato (+2,5%) e una diminuzione dei lavoratori con contratti a tempo determinato (-2,6%).

Nel 2019 l’ammontare del reddito da fabbricati soggetto a tassazione ordinaria ammonta a 26,1 miliardi di euro, con una riduzione del 2,2% rispetto all’anno precedente, a causa dell’aumento della tassazione sostitutiva (c.d. cedolare secca).

Imposta netta media pari a 5,300 euro

L’imposta netta totale dichiarata è pari a 165,1 miliardi di euro, (+0,5%). Al netto degli effetti del bonus 80 euro, l’imposta netta Irpef risulta pari in media a 5.300 euro e viene dichiarata da circa 31,2 milioni di soggetti, pari a circa il 75% del totale dei contribuenti. Circa 10,4 milioni di soggetti hanno un’imposta netta pari a zero.
, versando circa il 29% dell’Irpef totale.

Addizionale Regionale e Comunale

L’addizionale regionale Irpef ammonta a circa 12,3 miliardi di euro (-0,3%). L’addizionale regionale media è pari a 420 euro. Il valore più alto si registra nel Lazio (620 euro), il valore più basso si rileva in Sardegna (260 euro). L’addizionale comunale ammonta invece complessivamente a 5,1 miliardi di euro, in aumento del 2,2% rispetto al 2018, con un importo medio pari a 200 euro, che varia dal valore massimo di 250 euro nel Lazio, al valore minimo di 90 euro in Valle d’Aosta.

Giù dichiarazioni IVA

Sono circa 4,1 milioni i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione IVA, in calo rispetto all’anno precedente (-11,4%), a causa principalmente della mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti che hanno aderito al regime forfetario, che prevede l’esonero dagli adempimenti IVA, tra cui quello della dichiarazione annuale. Il calo più consistente, infatti, riguarda le ditte individuali (-20,8%). Ne

Le operazioni imponibili dichiarate sono pari a circa 2.112 miliardi di euro (+0,5% rispetto al 2018), costituendo il 59,3% del volume d’affari, in linea con l’anno precedente. Il volume d’affari dichiarato ha raggiunto i 3.559 miliardi di euro, aumentando dell’1,3%.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale del volume d’affari, le prime tre regioni per numerosità di dichiaranti (Lombardia, Lazio e Veneto) contribuiscono per oltre il 56% al volume d’affari totale nazionale.

Per l’anno d’imposta 2019, l’IVA di competenza è risultata pari a 109,5 miliardi di euro con una base imponibile pari a 717,9 miliardi di euro, con un aumento rispetto all’anno d’imposta precedente rispettivamente del 2,6% e del 2%.

(Foto: © lucadp / 123RF)

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