Fisco, MEF: ipotesi di accorpamento Ag.Riscossione in Ag.Entrate

(Teleborsa) – Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha inviato al Parlamento una prospettiva di riforma contenuta nella Relazione sulla riscossione con l’ipotesi di fondere Agenzia delle entrate e Agenzia della riscossione. Guardando all’attuale modello organizzativo, si legge, “si prefigurano i vantaggi di una più stretta integrazione tra l’Agenzia delle entrateRiscossione e l’Agenzia delle entrate, ponendo altresì le basi per valutare la possibilità di un definitivo superamento del modello ‘duale’, in favore di un sistema ‘monistico’ in cui sia attribuita ad una struttura organizzativa delle Entrate la riscossione delle entrate erariali e previdenziali”.

Una più stretta integrazione tra i due enti permetterebbe innanzitutto di semplificare la governance. L’incorporazione porterebbe all’eliminazione della duplicazione di organi collegiali (comitati di gestione e collegi dei revisori dei conti), lasciando solo quelli dell’Agenzia delle Entrate. I cittadini si troverebbero inoltre ad avere a che fare con un unico interlocutore. “Ciò permetterebbe di avere banche dati pienamente integrate ed eviterebbe di dover strutturare procedure di scambi di informazioni, consentendo una maggiore speditezza operativa tanto per il contribuente, che potrebbe ricostruire più facilmente la propria posizione, quanto per l’ amministrazione, che sarebbe tempestivamente aggiornata della situazione complessiva del contribuente”, viene spiegato nel documento.

Anche il contenzioso “ne risulterebbe semplificato giacché il contribuente che riceverà una cartella non sarà costretto a chiamare in giudizio sia AdE sia AdER”. L’accorpamento permetterebbe inoltre di assumere come obiettivi direttamente dell’Agenzia delle Entrate quelli della riscossione, che meglio rispecchiano l’effettivo conseguimento dello scopo fondamentale dell’ amministrazione fiscale, e quindi l’efficacia e l’efficienza della gestione dell’Agenzia”. Infine, sarebbe garantita la piena interoperabilità delle banche dati oggi a disposizione delle due Agenzie. La relazione al Parlamento indica poi quelli che dovrebbero essere i criteri della riforma volta a rendere “più incisiva l’azione di recupero coattivo dell’Agente della riscossione”. Bisognerebbe dunque permettere all’Agente l’accesso a nuove informazioni (banca dati della fatturazione elettronica), migliorando anche la frequenza di aggiornamento di quelle già disponibili (Anagrafe dei rapporti finanziari). Andrebbero razionalizzati l’istituto della rateizzazione, l’estensione dei termini di efficacia della notifica e il riequilibrio dei tassi di interesse attivi e passivi. Dovrebbe inoltre essere introdotta una normativa straordinaria per lo svuotamento del magazzino di ruoli inesigibile di quasi mille miliardi di euro che si è formato nel corso degli anni, considerato “un’anomalia per il sistema”.

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