Fisco, arrivano le lettere sulle spese troppo alte

Case, colf, auto sotto la lente dell’amministrazione. Per rimediare occorre servirsi delle dichiarazioni integrative

Parte la caccia all’evasore? Forse sì. L’agenzia delle Entrate ha iniziato a inviare lettere a chi ha sostenuto spese troppo alte rispetto ai redditi dichiarati.
In pratica quello dell’amministrazione finanziaria è un invito a valutare la compatibilità fra reddito e spese, perché il Fisco procederà agli accertamenti.
E’ questo l’effetto del nuovo redditometro entrato in vigore con la manovra estiva del 2010.
Le lettere, però, non sono degli inviti a comparire, ma piuttosto dei “consigli bonari” a mettersi in regola. Ovvero adeguare la propria posizione attraverso le dichiarazioni integrative.

Dal 1° luglio entrerà in vigore un altro strumento nella lotta contro l’evasione: lo “spesometro”. Dovrà raccontare all’amministrazione finanziaria tutto lo shopping di un certo peso fatto da ogni contribuente. Oltre ai soldi, quando il conto supererà i 3.600 euro Iva compresa, bisognerà dare anche il proprio codice fiscale al commerciante, che lo comunicherà all’Erario (il primo invio è previsto il 30 aprile 2012 e riguarderà le operazioni del 2011).

Per evitare questa procedura è possibile usare la carta di credito, che però è tracciabile, mentre assegni e bonifici bancari, ugualmente monitorabili dal Fisco, non sfuggono all’obbligo.

L’avvio dello “spesometro” potrebbe offrire un’arma importante contro l’evasione diffusa. Nel periodo di rodaggio, che dal 1° gennaio ha imposto di comunicare al Fisco le operazioni tra aziende superiori a 25mila euro Iva esclusa avvenute nel 2010 e a 3mila euro se realizzate quest’anno, lo “spesometro” ha cominciato a puntare su uno dei due fronti in cui può rivelarsi utile: l’evasione Iva.
Con il nuovo sistema, tutti gli acquisti entrano infatti in una rete elettronica e incrociarli con le entrate ufficiali del contribuente sarà molto più semplice rispetto al passato

Fisco, arrivano le lettere sulle spese troppo alte