Fisco: Equitalia addio, dal 2017 sanzioni ridotte del 50%

C'è tempo fino al 23 gennaio 2017 per chiedere lo sconto sui debiti accumulati

(Teleborsa) – Decreto fiscale ed Equitalia al centro dell’attività parlamentare e degli oltre mille emendamenti presentati nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Nel mirino, in particolare, l’aumento del numero di rate previsto per la rottamazione delle vecchie cartelle e il dimezzamento delle sanzioni a partire dal 2017, dunque a seguito del passaggio di funzioni dalla vecchia Equitalia alla nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione. Dal prossimo anno, dunque, le sanzioni amministrative tributarie saranno dimezzate, ma senza nessuno sconto sui reati tributari. Una misura resasi necessaria dal ‘peso’ economico delle cartelle esattoriali, che tra interessi e more in molti casi, nel corso degli anni, è divenuto superiore alla cifra di base creando una sproporzione sin troppo evidente e non più sostenibile, portando a una feroce critica, anche motivata, dell’attività di Equitalia. Numeri alla mano, la maggior parte delle proposte di modifica, circa un terzo, è stata presentata dal PD, seguito da Forza Italia e Movimento 5 Stelle, quest’ultimo critico nei confronti del Governo che, a giudizio dei pentastellati, si è solo limitato a cambiare nome e non sostanza all’ente addetto alla riscossione, ma critico anche verso la volontary disclosure bis ritenuta un condono.

 Nel concreto, per Area popolare è necessario fissare un tetto in modo che le sanzioni non possano “superare il 50% della somma dovuta”, mentre il PD punta al dimezzamento delle sanzioni, che oggi vanno dal 90% al 360% dell’importo iniziale. Come sottolineato dal capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, si sta lavorando “per rendere le sanzioni uno strumento per combattere l’evasione fiscale e non per perseguitare i contribuenti”. Si prevede inoltre espressamente l’introduzione di indici sintetici di affidabilità a partire dall’anno d’imposta 2017, ai quali dovranno essere collegati livelli di premialità per i contribuenti più affidabili.

 “Quattro rate non bastano a chi ha problemi veri di liquidità”, affermano invece i pentastellati chiedendo che al posto delle previste quattro rate “si arrivi a 20 rate per le violazioni meno gravi”. Chiedono inoltre che “lo Stato restituisca la quota corrispondente alle sanzioni, versata nell’ambito di una rateazione ordinaria delle cartelle Equitalia, in favore di chi punta adesso ad accedere alla definizione agevolata del pagamento dei ruoli”. Infine, “in merito alla trasmissione telematica trimestrale delle fatture suggeriamo al governo di tutelare le imprese a fronte di questo nuovo onere, prevedendo l’esclusione dagli accertamenti presuntivi semplici”.

Intanto è tutto pronto per la rottamazione delle vecchie cartelle di Equitalia. Sono infatti disponibile sul portale di Equitalia i moduli per aderire alla definizione agevolata: i contribuenti avranno tempo fino al 23 gennaio 2017. Come prevede il decreto, con la  definizione agevolata si può decidere se pagare in un’unica soluzione o a rate, ma fino a un massimo di quattro, l’ultima delle quali non potrà essere saldata oltre il 15 marzo 2018. Equitalia invierà entro il 24 aprile del 2017 una comunicazione ai contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata in cui sarà indicata la somma dovuta insieme ai bollettini con le date di scadenza dei pagamenti.

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