Fisco, ddl delega in Cdm. Sul tavolo possibile revisione aliquote Iva

(Teleborsa) – Abolizione dell’Irap, possibile revisione delle aliquote Iva e un intervento sull’Irpef a favore dei ceti medi e bassi. Queste le misure al centro della riforma fiscale il cui iter prende il via oggi. Dopo mesi di gestazione la delega fiscale approda questo pomeriggio, intorno alle 15, in Consiglio dei ministri. L’obiettivo, in questa prima fase, è definire la cornice degli interventi della riforma in attesa dei decreti attuativi che daranno seguito alle misure. Previsti per la riforma fino a 9 miliardi da stanziare in manovra, attingendo dal tesoretto di oltre 22 miliardi emerso per l’impatto della revisione al rialzo del PIL 2021 (+6%) sul deficit.

Sul tavolo, oltre alla revisione del sistema del prelievo fiscale, anche la lotta all’evasione con l’introduzione di strumenti più efficaci da mettere a disposizione all’Agenzia delle entrate. Se le forze politiche sembrano convergere su un intervento sul terzo scaglione del 38% che riguarda le fasce di reddito tra i 28mila e i 55mila – e che ora sconta un salto di 11 punti rispetto al secondo scaglione – rimane ancora irrisolto il nodo dell’eventuale eliminazione dell’Irap. Il taglio delle tasse, che sarà deciso con i decreti delegati, potrà avvenire con l’adozione del sistema ad aliquota continua, il cosiddetto modello tedesco che piace a Pd e Leu, o attraverso la riduzione degli scaglioni caldeggiata dal M5S.

Tra i dossier più caldi figura, inoltre, il catasto, che vede Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia intenzionati a bloccare qualsiasi intervento sulla casa per il timore che una revisione catastale comporti un inasprimento delle tasse immobiliari. L’idea di Draghi sarebbe quella di promuovere intanto il completamento della revisione degli estimi catastali e di rimandare a un secondo momento le scelte sulla revisione della tassazione, in un percorso che avrebbe bisogno almeno di 3 anni per compiersi. La delega in ogni caso dovrebbe essere molto “larga”, il più possibile generica per lasciare spazio ai gruppi parlamentari di dare le loro indicazioni che poi spetterà al governo tradurre in decreti attuativi, con le prime novità che non entreranno in vigore prima del 2023.

Le Camere si sono espresse per un’abolizione dell’Irap ma per procedere alla cancellazione dell’imposta regionale sulle attività produttive, almeno per le imprese individuali ed i professionisti, è necessario prima risolvere alcune criticità. Se l’imposta venisse assorbita nell’Ires o ne diventasse una addizionale il rischio è, infatti, di ritrovarsi con un’aliquota troppo alta e poco competitiva.

Secondo quanto si apprende l’esecutivo, raccogliendo uno degli input arrivato dalle Camere, potrebbe includere anche l‘imposta sul valore aggiunto tra quelle oggetto della riforma del fisco. .

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