L’abolizione dell’Imu? La pagheremo come al solito alla pompa di benzina

Il carburante è oramai un vero e proprio bancomat del Fisco. Accise in salita per benzina e gasolio

Mentre in vista delle elezioni Europee riparte la rumba dei progetti su come intervenire per alleggerire il carico fiscale, il ministero delle Finanze ha la necessità di trovare subito i soldi a copertura dell’ormai famigerata cancellazione della seconda rata Imu. Il tesoretto "di salvaguardia" è già stato individuato. Vale almeno 671,1 milioni di euro per il 2015 e 17, 8 milioni per l’anno successivo, e non verrà nè da tagli nè da razionalizzazioni di sorta, bensì (ancora una volta) dalle tasse sul carburante. L’aumento dovrà coprire quel che non si riuscirà altrimenti a ricavare per abolire, o almeno ridimensionare, la seconda rata dell’Imu sulle prime case.
 
"BENZINA BANCOMAT DEL FISCO" –  L’aumento di cui si parla non riguarda tutti i prodotti energetici (come prevedeva in origine il decreto Imu2), ma solamente i carburanti che si usano per l’autotrazione. "Il solito bancomat carburanti" commenta l’Unione Petrolifera, che ha scritto una vibrata lettera di protesta al ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. L’unica flebile consolazione è rappresentata dal fatto che questa clausola di salvaguardia non verrà introdotta subito, ma a partire dal 1° gennaio del 2015 (il termine è stato fissato al 15 febbraio del 2016).
 
LE TAPPE – Tuttavia inizieremo a pagare da subito, giachè a inizio gennaio 2014 le accise su carburanti e lubrificanti saranno aumentate di 0,4 centesimi al litro, mentre i due anni successivi saranno caratterizzati da un rincaro di ben due centesimi al litro (a consumi costanti). Ciò a causa del flop della sanatoria sulle slot machine, che ha portato nelle casse dell’erario solo una minima parte dei 645 milioni previsti.

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