Fisco e busta paga, così il conguaglio Irpef si mangia la tredicesima

In media se ne andrà in tasse il 25% dello stipendio extra dei lavoratori

Sulle buste paga di dicembre dei lavoratori italiani, ed in particolare sulla tredicesima, cala la scure del conguaglio di fine anno. I datori di lavoro, in qualità di sostituti d’imposta, sono infatti chiamati ogni anno ad effettuare un adempimento riepilogativo sia fiscale che contributivo, un ricalcolo delle imposte e dei contributi dovuti sulla base del reddito percepito nell’anno, la cui misura diviene certa a conclusione dell’anno d’imposta (quindi nel mese di dicembre). Ad essere sottoposti a conguaglio sono i contributi (Inps o altro ente previdenziale) e le imposte (Irpef, addizionale regionale comunale) sia a carico del lavoratore che dell’azienda stessa. Questa operazione di fine anno di fatto corregge ed adegua gli importi trattenuti nelle buste paga da gennaio a novembre, sia come imposte che come contributi a carico del lavoratore.

IL CONGUAGLIO – Con l’elaborazione del cedolino di dicembre, il datore di lavoro ha il dato certo del reddito complessivo annuo percepito dal dipendente e su questo reddito si calcola l’importo definitivo relativo all’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), alle addizionali regionali e comunali, ai contributi all’Inps o altro ente dovuti. Su questo reddito inoltre si calcola l’effettivo ammontare delle detrazioni fiscali spettanti. Pertanto ciò che è stato calcolato dal datore di lavoro in via presuntiva da gennaio a novembre nelle buste paga, sulla base di un reddito presunto (spesso quello dell’anno precedente), verrà  calcolato nella misura definitiva a dicembre sulle retribuzioni effettivamente percepite e ci saranno appunto le operazioni di conguaglio, che di fatto sono la differenza tra l’importo dovuto nell’anno e quanto già versato (sia per l’Irpef che per l’addizionali, che per i contributi). Ciò comporta delle correzioni che possono determinare sia somme a credito per il lavoratore che ulteriori somme a debito che si manifestano in busta paga nelle trattenute, riducendo il netto della mensilità in cui è effettuato il conguaglio, generalmente la busta paga di dicembre. Solitamente, in media, se ne va in conguaglio il 25% dello stipendio di dicembre o della tredicesima.

IL CONGUAGLIO PER TUTTI I SOSTITUTI D’IMPOSTA – Il conguaglio fiscale è un adempimento a cui sono chiamati tutti i sostituti d’imposta, non solo il datore di lavoro. Quindi devono effettuare il conguaglio fiscale anche gli enti previdenziali per quanto concerne le pensioni, ossia l’Inps, l’Inpdap per i dipendenti pubblici e gli altri enti previdenziali e assistenziali. Sono altresì tenuti ad effettuare le operazioni di conguaglio i curatori fallimentari.

IL TERMINE DEL 28 FEBBRAIO – L’art. 23 comma 3 del D.P.R. n. 600 del 1973, stabilisce che i datori di lavoro sostituti d’imposta devono effettuare le operazioni di conguaglio entro il 28 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta (es. conguaglio fiscale 2011 entro il 28 febbraio 2012). Quindi anche se generalmente l’operazione viene conclusa entro l’emissione della busta paga di dicembre (con Libro Unico in emissione dal 1 gennaio al 16 gennaio), i datori di lavoro secondo la legge hanno tempo fino al 28 febbraio per effettuare l’operazione di conguaglio fiscale dell’anno precedente, quindi entro l’emissione del Libro Unico (le buste paga) del mese di febbraio.

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