Con il Fiscal compact l’austerity è legge. Le misure controverse del Patto di bilancio europeo

Entra in vigore il sistema di controllo europeo sul debito pubblico degli Stati. Il Nobel Stiglitz: "aggrava le condizioni del paziente". Misure previste e polemiche

Dal primo gennaio, nell’Eurozona, è entrato in vigore il Fiscal Compact. Siglato lo scorso marzo da 25 capi di Stato europei e ratificato a luglio dal nostro Parlamento, il Patto di Bilancio Europeo impegna l’Italia a ricondurre il rapporto tra debito e prodotto all’interno dei parametri stabiliti dai trattati del’Unione.

Austerità e rigore sono le parole d’ordine. I paletti imposti per far rigare dritto le economie dell’Eurozona sono vincolanti per gli Stati contraenti (16 Paesi, al 21 dicembre 2012 hanno ratificato il Patto), poiché si prevede l’inserimento nelle Costituizioni nazionali delle norme per il principio dell’equilibrio di bilancio. Vediamole in sintesi.

LE MISURE
Tutti i Paesi con debito pubblico superiore al 60% del Pil – in l’Italia raggiunge il 126% (stimato)  – avranno l’obbligo di rientrare entro quella soglia nel giro di venti anni. Riducendo a tappe forzate, ogni anno, un ventesimo della quota eccedente, il che significa una correzione (tagli alla spesa) di circa 40/45 miliardi l’anno per vent’anni (salvo il miracolo di un’eccezionale impennata di produttività).

L’equilibrio da rispettare è fissato in questi termini: il deficit strutturale del Paese non potrà superare lo 0,5% del Pil (per i Paesi virtuosi, che hanno un debito al di sotto del tetto del 60 per cento del Pil, il margine di tolleranza raddoppia e sale all’1 per cento). Questo significa che le uscite dello Stato possono essere ogni anno superiori alle entrate al massimo dello 0,5 per cento del PIL, comprese le spese per gli interessi sul debito pubblico.
Chi non rispetta questa regola, definita "aurea" dai suoi estensori, verrà punito con una multa pari allo 0,1 per cento del PIL. 

LE CRITICHE
Mentre la notizia della sua approvazione passò piuttosto in sordina sui media mainstream, diversamente che in altri Paesi (l’Irlanda indisse persino un referendum), il tema del Fiscal Compact sulla rete sembra avere riscosso maggiori attenzioni:  "Macelleria sociale", "camicia di forza economica", "strangolamento finanziario", "Moloch", sono alcuni degli epiteti che lo descrivono online.
La stretta e il percorso di controllo e sorveglianza così rigido, seppur ritenuto necessario, si è prestata a diverse polemiche, non ultime quelle da parte di numerosi economisti che non concordano sui vincoli imposti dal patto di bilancio. Tra questi, il nobel Joseph Eugene Stiglitz critica l’Europa, che ha espresso i propri dubbi sul fiscal compact e sulle politiche di austerity.
"Se la Bce continua a fare delle politiche di austerità la precondizione per le sue operazioni di finanziamento, questo si tradurrà solo in un aggravamento delle condizioni del paziente", ha specificato l’economista in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt. "Finora i politici europei non sono riusciti a realizzare un vero patto per la crescita per i paesi della periferia della zona euro", ha osservato Stiglitz, aggiungendo che l’Europa continua a rappresentare il principale fattore di rischio per l’economia mondiale.

Con il Fiscal compact l’austerity è legge. Le misure controvers...