Il cammino delle Finanziaria tra novità e promesse mancate

Due assenze eccellenti: il taglio di Irpef e Irap e la cedolare secca degli affitti. Tra le misure in discussione: taglio sui libri di testo e vendita dei beni confiscati alla mafia

Era partita “light” ma si è appesantita dopo i primi passi. La legge finanziaria 2010, appena presentata alla Camera, ha già raccolto un bel po’ di commi in più rispetto alla versione originale. Che significa più interventi diretti sulle tasche dei cittadini. Alcuni a favore, altri no.

Ma questa Finanziaria sta facendo discutere non tanto per quello che contiene ma per quello che non contiene. Dopo il gran parlare che se n’è fatto, due assenze spiccano su tutte: il taglio dell’Irpef e dell’Irap (per quest’ultima in alcune occasioni si è parlato addirittura di abolizione) e la cosiddetta “cedolare secca” sugli affitti, cioè un’imposta forfettaria del 20% sui redditi da locazione di immobili che non si sommerebbero così agli altri redditi e sconterebbero un’aliquota inferiore (un modo per far emergere gli affitti in nero). In questa finanziaria non c’è spazio per queste misure tanto attese. Due assi annunciati della politica fiscale del governo che per ora restano nel mazzo. Tanto che qualcuno parla di bluff.

In attesa di novità su questo fronte, vediamo in dettaglio le misure della Finanziaria che riguardano i cittadini.

Meno tasse per i redditi bassi (nelle intenzioni)
Anche in questa Finanziaria si dichiara (all’articolo 1) che il surplus, cioè le maggiori entrate che si dovessero realizzare nel 2010 rispetto alle previsioni contenute nel Dpef 2010-2013 sono destinate alla riduzione della pressione fiscale per i redditi bassi e per le famiglie con figli, dando priorità ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Ma è una dichiarazione “di rito”, una cosiddetta “clausola di salvaguardia” presente ormai da anni nella legge di bilancio che finora però non ha mai alleggerito le imposte.

Altri tre anni di 36% sulle ristrutturazioni
Prorogata fino al 2012 l’ormai famosa detrazione fiscale del 36% delle spese per gli interventi di ristrutturazione e anche per l’acquisto di immobili appartenenti a fabbricati interamente ristrutturati. La detrazione è valida per importi fino a 48 mila euro per unità immobiliare ed va spalmata su 10 rate annuali di pari importo (gli ultra-75enni in 5 anni e gli ultra-80enni in 3).
Sulle ristrutturazioni viene anche confermata definitivamente – e non più in via provvisoria – l’aliquota Iva agevolata al 10% purché il fabbricato sia a prevalente destinazione abitativa privata.

Niente soldi per i libri di testo
E’ una delle norme destinate a far esplodere le polemiche: per risparmiare 103 milioni di euro il governo ha deciso di non rifinanziare il capitolo che serviva a garantire ai comuni le risorse per pagare i libri di testo per le scuole elementari. L’obbligo di gratuità non è stato abrogato formalmente (la legge del 1964 che lo istituiva è sempre in vigore) ma lo Stato non passerà più ai comuni i soldi per le cedole, chiedendo di fatto agli enti locali di provvedere con le proprie entrate. I fondi dovrebbero essere recuperati con le (incerte) entrate dello scudo fiscale.

Pensioni di invalidità anche per gli stranieri
Vengono stanziati 18 miliardi per diverse gestioni previdenziali, con un aumento annuo di oltre 300 milioni. Sono anche previsti, nel 2012, 40 milioni di euro per le indennità di accompagnamento per i cittadini extracomunitari, che prima erano esclusi. Più che di un atto di generosità si tratta di un adeguamento a una sentenza della Corte costituzionale che aveva bocciato questa esclusione.

Aiuti ai giovani e ai precari
Si vuol dare un sostegno alle giovani coppie o alle famiglie con un solo genitore e figli minori per l’acquisto della prima casa. Per questo viene istituito un fondo per agevolare l’accesso al credito (mutuo). La priorità va a chi non ha un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, cioè a precari, Cococo ecc. L’operatività del fondo dovrà però essere stabilità da un successivo decreto interministeriale concordato con le regioni.

I beni confiscati alla mafia tornano sul mercato
Un’altra norma che farà discutere: la Finanziaria modifica la legge “Rognoni-La Torre” sulla confisca dei beni ai mafiosi: se gli immobili non sono riutilizzabili per fini pubblici potranno essere venduti. Le somme ricavate saranno divise a metà tra i ministeri dell’Interno e della Giustizia. Attualmente questi beni rimangono in possesso dello Stato ma vengono affidati ai privati per attività sociali ed economiche “pulite”. Le associazioni antimafia sono in allarme: svendendo i beni confiscati non si fa altro che favorire i clan che potrebbero riacquistare i beni tramite prestanomi.

Un sostegno per i deboli di cuore
Tra le pieghe della Finanziaria – articolo 2, comma 41 – anche 8 milioni da qui al 2012 per la diffusione dei defibrillatori cardiaci. (A.D.M.)

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Il cammino delle Finanziaria tra novità e promesse mancate