Federalismo municipale. Il calendario delle nuove imposte

Si parte con la tassa di soggiorno e lo sblocco dell’addizionale Irpef. Per l’Imu si dovrà aspettare il 2014

Con l’approvazione del decreto sul federalismo municipale, si è costruito il primo dei pilastri su cui si reggerà il futuro federalismo fiscale. Il nuovo panorama tributario – che sarà spalmato su nuove competenze e poteri di regioni, comuni e province – metterà in moto circa 80 miliardi di euro che aggiunti ai 68 derivanti dalla compartecipazione, faranno una somma di 150 miliardi che gli enti locali avranno in dote da gestire.
Il decreto municipale prevede un pacchetto di imposte – non sempre nuove o aggiuntive, ma con nome e destinazione cambiata – che vedranno la luce nel periodo 2011 – 2014. Ecco qual è il calendario previsto dalla legge.

2011
Addizionale comunale Irpef: sblocco dell’imposta bloccata dal 2008. Riguarda 3.500 comuni che oggi non applicano l’addizionale oppure applicano un’aliquota fino al 4 per mille.
Imposta di soggiorno: i capoluoghi, le unioni di comuni e i comuni turistici possono prevedere un tassa fino a 5 euro a carico di chi soggiorna in strutture turistiche.

2012
Imposta di scopo. Nei primi due anni sarà una maggiorazione – massimo 0,5 per mille – sull’Ici. Poi sarà incorporata nell’Imu.
Addizionale regionale Irpef. E’ ricalcolata per garantire un gettito pari ai trasferimenti e alla compartecipazione all’accisa sulla benzina che saranno soppressi.
Rc auto province. L’imposta sulla Rc auto diventa tributo provinciale.

2013
Addizionale regionale Irpef. Si sblocca l’imposta che può essere aumentata del 5 per mille.
Nuovi tributi regionali. Le regioni potranno istituire nuovi tributi o modificare le aliquote esistenti.

2014
Addizionale comunale Irpef. Con il pieno regime del federalismo comunale, scompare completamente ogni blocco dell’imposta.
Imu. Via l’Ici, al suo posto l’Imposta municipale unica, con aliquota di riferimento al 7,6 per mille e al 3,8 per mille per gli immobili locati.
Imposte compravendite immobiliari. Il prelievo passa dal 10 al 9%,  se la compravendita riguarda case di abitazione – escluse quelle di lusso – si passa dal 3 al 2%.
Imposta municipale secondaria. Al posto della tassa sull’occupazione di aree pubbliche e l’imposta sulla pubblicità.
Rc auto provinciale. L’aliquota di riferimento può essere aumentata o diminuita entro un massimo del 2,5%.
Irap. Le regione posso diminuire o eliminare l’imposta.
Addizionale regionale Irpef. L’addizionale può arrivare all’11%. Dal 2015 il tetto sarà fissato al 21 per mille.

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