Federalismo municipale, arriva la service tax. Un prelievo unico per rifiuti, acqua e trasporti

Serve a ripristinare il legame contribuente-elettore saltato con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Ma per i proprietari di immobili sono in arrivo altre stangate

La ferita dell’Ici sulla prima casa (perduta) è ancora aperta per i comuni italiani. Mentre qualcuno propone un ripensamento in proposito, si pensa a come recuperare risorse per coprire il buco e dare ossigeno alle casse municipali esangui. Una soluzione potrebbe essere la service tax una nuova imposta cumulativa per l’utilizzo dei servizi comunali. Un pagamento unificato che ne assorbirebbe diversi, dalla tassa sui rifiuti (Tarsu), ai servizi idrici, ai trasporti.

L’annuncio viene dal presidente della Bicamerale, Enrico La Loggia, intervenuto al convegno annuale sulla finanza locale organizzato da Legautonomie a Viareggio: entro fine ottobre il governo varerà l’atteso decreto correttivo per i nodi lasciati aperti dal decreto legislativo del marzo scorso sul federalismo fiscale municipale.

Chi paga vota

Lo scopo è soprattutto quello di ripristinare il legame tra il comune e il contribuente-elettore, saltato con l’esenzione Ici. I proprietari delle prime case infatti sono residenti e quindi elettori nello stesso comune. Lasciando l’Ici solo sulle seconde abitazioni (non di residenza) si è spezzata invece questa identità e chi paga l’Ici in un comune spesso vota altrove. E’ venuto meno quel meccanismo virtuoso per il quale l’amministrazione comunale poteva essere premiata o punita col voto per l’uso che faceva del prelievo fiscale.

Da questo punto di vista la service tax sarebbe un’alternativa alla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, molto gradita dei sindaci ma assolutamente fallimentare in termini di consenso popolare soprattutto nella prospettiva di prossime elezioni.

Mattone sempre più pesante

Ma i correttivi che probabilmente troveranno posto nel prossimo decreto non si fermano qui. Esclusa la resurrezione dell’Ici, lo stesso La Loggia sostiene che “di sicuro bisogna trovare un meccanismo più equo a garanzia dei comuni”. Significa, cioè, che servono fonti di gettito alternative per salvare le finanze locali. Quali? Ad esempio l’aggiornamento degli estimi che darebbe ai comuni una base impositiva più equa e stabile rispetto alla semplice revisione delle rendite, già proposta dal governo. E si parla di anticipo dell’Imu al 2012 e mini patrimoniale. Insomma, si prospettano tempi duri per i proprietari di casa.

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