Fatture, cosa cambia dal 2013: numerazione, formato elettronico, versione semplificata

Recepite le regole Ue: cambia il criterio di numerazione, è ammessa la fattura su file purché accettata dal cliente e nasce la forma semplificata sotto i 100 euro

Numerazione continua di anno in anno, validità di qualunque formato elettronico, nuova versione semplificata sotto i 100 euro. Sono le principali novità in vigore dal 1° gennaio 2013 in tema di fatturazione, introdotte per metterci al riparo dalle sanzioni europee. Il cosiddetto decreto "salva-infrazioni" dello scorso dicembre recepisce infatti, tra le altre disposizioni, anche le regole Ue relative all’emissione, agli elementi necessari e ai formati delle fatture per vendite o prestazioni di servizi verso altre partite Iva (imprese e professionisti) o soggetti privati (consumatori finali).

Nuovo sistema di numerazione

Ogni fattura dovra essere identificata con un numero progressivo univoco. Si potrà cioè scegliere tra due sistemi di numerazione:

• continuativo, cioè che non ricomincia da 1 ogni anno solare ma prosegue di anno in anno: se il 2013 finisce con la fattura n. 80, la prima fattura del 2014 sarà la n. 81;

• tradizionale, cioè che riprende ogni anno, ma con un elemento di serie che la renda univocamente distinguibile: ad esempio, lettera-numero dove la lettera contraddistingue l’anno di emissione (per il 2013: A-1, A-2…; per il 2014: B-1, B-2…) oppure, più semplicemente, numero-anno (1/2013, 2/2013… 1/2014, 2/2014).

Partita Iva o codice fiscale del cliente

Sulla fattura andrà indicato l’identificativo fiscale del destinatario anche se è un consumatore finale e non una partita Iva. Precisamente va riportato:

• se è un’impresa o professionista (cosiddette operazioni B2B), il numero di partita Iva;
• se è un "privato" senza partita Iva (operazioni B2C), il codice fiscale;
• se è un soggetto passivo di un altro Stato membro Ue, il numero di identificazione Iva attribuito da quello Stato.

La fattura elettronica

La fattura elettronica è equiparata a quella cartacea. Per "fattura elettronica" s’intende il documento informatico inviato con un file di qualsiasi formato che garantisca l’integrità dei dati contenuti e l’attribuzione univoca al soggetto emittente. Non è necessario stampare su carta la fattura.

L’unica condizione per l’emissione è che il destinatario la accetti. Non sono richiesti accordi scritti o verbali, è sufficiente un’accettazione tacita che è dimostrata ad esempio dalla registrazione o dal pagamento della fattura stessa.

Fattura semplificata sotto i 100 euro

E’ prevista una versione semplificata se l’importo non supera ai 100 euro Iva inclusa o per le operazioni di rettifica. Rispetto alla fattura tradizionale vengono semplificati i seguenti elementi:

• i dati del cliente: solo codice fiscale o partita Iva, non ragione sociale e indirizzo;
• l’oggetto dell’operazione: solo la descrizione dei beni/servizi, non natura, quantità e qualità;
• l’importo complessivo lordo: basta l’ammontare dell’Iva incorporata o anche soltanto l’aliquota.

La fattura semplificata non può essere emessa per le cessioni intracomunitarie. (A.D.M.)

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