Evasione fiscale, “torna” la fattura per paura dei controlli della Finanza

Primi effetti della nuova lotta all'evasione: i blitz della Guardia di Finanza scatenano la corsa alla regolarizzazione fiscale

Ogni guerra ha i suoi “effetti collaterali” e non sempre negativi. Quelli della lotta all’evasione fiscale attraverso i blitz della Guardia di Finanza, per esempio, sono assolutamente voluti. La caccia allo scontrino fantasma negli esercizi commerciali – ultimo controllo in ordine di tempo quello nelle località turistiche del lago di Como – produce, ad esempio, sia effetti immediati (la scoperta di un’enorme percentuale di sommerso tra il locali controllati) che un più ampio effetto deterrente. La paura di cadere nella rete, cioè, spinge molti negozi e locali a mettersi in regola “spontaneamente”.

Non solo. La corsa alla compliance fiscale ha anche delle ricadute positive su particolare settori economici. La notizia è riportata dal Corriere della Sera: l’industria dei cosiddetti “prodotti fiscali” – ovvero i rotoli per gli scontrini, i blocchetti per ricevute e fatture, le bolle di trasporto ecc. – sta facendo affari d’oro. Dopo i blitz a Cortina e a Milano nei luoghi della movida, le vendite si sono impennate.

E’ boom di rotoli e blocchetti

“Questi sono i dati delle strabilianti vendite del primo trimestre [2012]: scontrini per gli ambulanti più 32%, ricevute per gli alberghi ancora un 32% in più, ricevute fiscali generiche destinate alle attività artigianali e commerciali più 23%, quelle destinate ai barbieri più 17% e così via”, registra il quotidiano milanese. “Il record spetta alle estetiste, che fanno la fila nelle cartolerie e nei negozi di prodotti per ufficio: dall’inizio dell’anno le vendite dei blocchetti di ricevute fiscali destinate a quella specifica attività è cresciuta del 58%, ma tutto il mercato dei prodotti fiscali cresce a cifra doppia“.

La paura, quindi, è un ottimo persuasore. D’altronde il rischio è alto: per la mancata emissione dello scontrino è prevista una sanzione di 516 euro ma alla quarta volta in cinque anni scatta la chiusura dell’esercizio. Un rischio troppo grosso, soprattutto perché la possibilità di cadere nella rete ora è molto più concreta che in passato (cosa che dimostra, in generale, che una pena certa produce più effetti di una pena pesante).

“Del resto – prosegue il Corriere –  le cronache dei giornali appaiono come bollettini di guerra: a Firenze un commerciante su cinque non batte gli scontrini, a Lecce 479 esercizi su 996 fuori regola, a Milano evade un negozio su tre, a Bari 38 negozi su 90 multati e ben 14 chiusi per un mese”. Una ragione in più, peraltro, per premiare gli onesti che lo scontrino lo emettono regolarmente.

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