Evasione fiscale, le “nuove” armi della manovra

Seguire i flussi di denaro limitando i pagamenti cash. Rendere più severo il redditometro. Il governo rilancia vecchie-nuove misure antievasione

Torna sotto i riflettori la lotta all’evasione fiscale. Dei 24 miliardi di riduzione del debito previsti dalla manovra appena annunciata del governo, circa 7 dovrebbero provenire dalle misure di contrasto al fenomeno. Sulla carta le misure sono ampie e diversificate, e riguardano sia le famiglie che le imprese. In alcuni casi addirittura il governo è stato costretto a revocare alcune sue decisioni precedenti.

Caccia ai pagamenti-pirata

Poter seguire i flussi di denaro è un fattore fondamentale nella lotta all’evasione. Per questo la manovra restringe la possibilità di pagare in contanti portando la soglia massima dei pagamenti cash a 7.000 euro (anziché gli attuali 12.500 euro). Oltre questo importo le transazioni dovranno avvenire con mezzi che garantiscono la tracciabilità, come bonifici, assegni non trasferibili, bancomat o carte di credito.

Si tratta di una soglia controversa (inizialmente era stata annunciata a 5.000 euro), che ha creato tensioni fra il premier Berlusconi e il ministro dell’Economia Tremonti e che potrebbe subire, in fase di approvazione definitiva, degli ulteriori ritocchi. Tremonti avrebbe insistito sulla necessità di introdurre un limite più basso per i pagamenti in contanti ai liberi professionisti, mentre il presidente del Consiglio è contrario a misure che considera “alla Visco”.

In effetti il tetto dei 5.000 euro era già stato introdotto nel 2008 dall’ultimo governo Prodi che aveva accolto l’invito degli organismi europei e internazionali a restringere le possibilità di utilizzo e circolazione del contante e dei titoli al portatore per contrastare l’evasione e il riciclaggio del denaro sporco. Ma il successivo governo Berlusconi si affrettò riportare la soglia al livello precedente, 12.500 euro.

Sempre nell’ottica della tracciabilità, la manovra attuale dispone l’estinzione dei libretti al portatore. Entro il 30 giugno 2011 tutti i depositi non nominativi saranno chiusi. Per estensione della norma sui contanti si ipotizza che l’estinzione non si applichi ai libretti con depositi inferiori ai 5.000 euro.

Canali telematici anche per le fatture. Per i pagamenti superiori ai 3.000 euro sarà obbligatoria l’emissione della fattura elettronica.

Redditometro meno elastico

Un modo per far emergere i redditi non dichiarati è sicuramente quello di confrontarli col tenore di vita del contribuente. E’ il compito del redditometro, lo strumento di accertamento induttivo dei redditi che ha di recente subito una revisione. Con la manovra diminuisce il suo margine di tolleranza: l’accertamento scatta quando il reddito dichiarato risulta inferiore del 20% rispetto a quello presunto dal redditometro in base ai consumi (attualmente scatta se è inferiore del 25%).

Premio ai comuni che scovano gli evasori

Il fisco conta di arruolare gli enti locali nella lotta all’evasione con un sistema di incentivi. I comuni che metteranno in campo misure di contrasto avranno in premio il 33% delle maggiori somme riscosse. Un introito che però difficilmente li ricompenserà degli oltre 3 miliardi di tagli che gli stessi enti locali subiranno e non eviterà l’aumento della pressione fiscale o la riduzione dei servizi. (A.D.M.)

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